I “problemi tecnici” addotti da Deutsche Börse e che hanno fatto slittare l’apertura della Borsa di Francoforte sembravano molto “sospetti”. Proprio il giorno dopo le elezioni in Baviera che avevano decretato la netta sconfitta dei partiti al Governo, guarda te che caso, i computer facevano le bizze.

Alle 10:07 però, la Borsa tedesca partiva ed in men che non si dica l’indice di riferimento perdeva 64 punti (poco più di mezzo punto percentuale), ma da quel momento (siamo alle 10:23) per il Dax (+0,8%) è stata una cavalcata trionfale e la chiusura è avvenuta sul massimo di giornata.

Francoforte ha quindi “digerito” bene l’esito elettorale, dopotutto, come ho avuto modo di rilevare nell’articolo da me pubblicato in mattinata, in Baviera c’è stato sì un terremoto politico, ma … “era già tutto previsto”.

Tra quindici giorni c’è l’Assia … quindi la tornata elettorale riguarderà proprio il cuore della finanza tedesca (Francoforte sul Meno) e vedremo quel che accadrà.

Positiva anche Londra (+0,5%) mentre Parigi (-0,0%) è rimasta immutata.

Poco mosso anche il nostro Ftse Mib (+0,16%), hanno prevalso gli acquisti (24 i titoli che hanno terminato le contrattazioni facendo segnare un rialzo delle quotazioni), con i petroliferi e le utilities in luce, positivo anche tutto il comparto bancario, ma i guadagni sono comunque risultati modesti.

Sul fondo da segnalare la crisi conclamata di Brembo (-3,76%) sui minimi degli ultimi 27 mesi, preoccupa poi il fatto che anche oggi il fixing è coinciso con il minimo di giornata, non si vede quindi neppure la luce in fondo al tunnel.