Giornata completamente speculare rispetto alla vigilia. Fin dalla nottata il Nikkei di Tokyo aveva fatto intendere che per le Borse di tutto il mondo oggi poteva essere una giornata positiva.

Ed infatti dopo i primi minuti di contrattazione, durante i quali sono arrivate le “vendite ritardatarie”, subito il mercato ha invertito la tendenza ed un paio d’ore dopo l’inizio della seduta gli indici europei erano tornati in territorio positivo.

Anche i futures americani indicavano ottimismo, e con il semaforo verde di Wall Street non ci sono stati più dubbi. Alla fine Francoforte ha guadagnato lo 0,6%, Londra lo 0,8%, ma la migliore è risultata Parigi l’indice principale della Borsa transalpina, infatti ha concluso la seduta con un guadagno di un punto percentuale.

Piazza Affari è rimasta un po’ indietro, il nostro Ftse Mib (+0,38%) ha risentito dell’ennesimo calo di Telecom Italia (-2,75%) la cui quotazione si avvicina pericolosamente a quota 0,6 euro, sui minimi degli ultimi cinque anni.

Continua poi il periodo complicato per il comparto del risparmio gestito, i ribassi hanno colpito ancora Banca Generali (-1,81%), Azimut (-1,54%) e Banca Mediolanum (-0,44%), al solito si è salvata dalle vendite Finecobank (+1,54%) che ha concluso la seduta a soli tre centesimi di euro dal proprio massimo storico stabilito lo scorso 7 maggio.

Interrompe la risalita Recordati (-1,23%) e deve necessariamente subire qualche presa di profitto Campari (-0,61%).

A pesare sul nostro indice di riferimento è senza dubbio anche il calo di Intesa Sanpaolo (-1,17%) il solo titolo del settore a concludere la seduta in rosso.