Inizio di settimana con voglia di salire per i mercati azionari, anche a dispetto delle incertezze che ancora permangono su alcune importanti questioni. 

Della vicenda delle trattative tra USA e Cina si è perso di vista lo stato ufficiale dell’arte, dato che da un po’ di giorni non se ne parla più ed il presidente cinese Xi pare più affaccendato a firmare accordi per il mega-progetto “Nuova Via della Seta” in giro per il mondo che a programmare l’incontro rappacificatore con Trump. A proposito di firme, il presidente cinese sarà in Italia in visita ufficiale da giovedì a sabato prossimi, proprio per firmare con il nostro premier Conte il memorandum sul mega-progetto che stravolgerà il porto di Trieste e lo renderà la piattaforma di attracco delle navi che porteranno in Europa le merci provenienti dalla Cina. La vicenda ha creato non poche polemiche tra la diplomazia italiana e quelle dei principali paesi UE e degli USA, ed ha alimentato l’ennesimo scontro tra i separati in casa Salvini e di Maio.

Ma sul fronte dazi USA-Cina tutto tace. Anzi, si parla addirittura di divergenze difficili da appianare, che dovrebbero produrre lo spostamento della storica firma di pace a giugno. L’eventualità non sarebbe molto favorevole ai mercati, se non avessero in questi giorni l’abitudine di vedere sempre il bicchiere mezzo pieno. In questo caso se si sposta la fine delle trattative in avanti di 3 mesi, significa che i dazi rimarranno al livello attuale e non aumenteranno per almeno 3 mesi. Cosicché anche ieri le borse cinesi hanno festeggiato e quelle USA hanno consolidato il rialzo della scorsa settimana aggiungendo sui principali indici una piccola frazione di punto percentuale di ulteriore salita. Il che ha permesso a SP500 di confermare la rottura di 2.820 e proiettarsi con la mente verso la caccia ai massimi storici.