Gli indici europei sono parsi decisamente più cauti, dato che avevano accumulato con Eurostoxx50 un certo eccesso rialzista di breve, che ha impedito ulteriori sfoghi euforici. Anche perché nel corso della seduta è arrivata l’ennesimo scombussolamento dei piani della premier inglese May sul percorso verso la Brexit.

Il Presidente della Camera dei Comuni britannica Bercow, quel personaggio pittoresco che dirige i lavori parlamentari ed è diventato famoso nel mondo per il fatto che passa buona parte del suo tempo ad urlare “Order!” per zittire i deputati, ha dichiarato che il Piano della May non può essere nuovamente votato in Parlamento senza sostanziali modifiche. Perciò il voto previsto per domani potrebbe saltare, a meno di modifiche importanti che non c’è il tempo di concordare con Bruxelles, e con esso la possibilità di uscita rapida. Si fa strada a questo punto, magari per esclusione, la probabilità che domani sera si arrivi ad una richiesta di proroga lunga, con ripartenza dei negoziati da zero, elezioni e magari nuovo referendum. Sempre che la UE, che si riunisce giovedì per valutare la richiesta inglese, dia il benestare. La Brexit no deal dipende solamente da un’eventuale bocciatura della richiesta inglese da parte della UE, il che, a buon senso, dovrebbe essere improbabile, dato che farebbe male a tutti. In altre parole, solo un incidente diplomatico potrebbe portare al no deal.

Però i mercati europei hanno mantenuto la cautela e chiuso intorno alla parità, consapevoli che la predisposizione ai pasticci è molto elevata in Gran Bretagna e non certo assente a Bruxelles.