Sin dai tempi antichi la medicina é sempre stata una materia "teurgica" in quanto attribuiva al significato di malattia un esaudimento del castigo divino.

Un modo di pensare che, oggi, potrebbe risultare alquanto fantasioso ma che in passato, trovava molto spazio in numerose opere scritte (greche e romane) e che ai giorni nostri é, in parte, ancora congenito all'uomo.

Sebbene più avanti si giunse alla sua evoluzione in termini di praticità, tecnologia e sviluppo, la medicina vide uno sviluppo importante anche nella ricerca dell'immunizzazione (ora conosciuta come "vaccinazione") preservando così la salute e salvando la vita a milioni di persone nel mondo.

Oggi, in particolar modo, ci si adopera per far si che questo metodo di immmunizzazione venga adottato in egual misura in tutte le zone colpite dalla nuova pandemia COVID.

Questo, in modo tale da ridurne la proliferazione e limitare i danni che l'agente patogeno ha causato incrementando i decessi e il blocco totale di molti Paesi Europei, in un modo che potremmo definire pantagruelico.

A ragione di ciò, uno dei più grandi colossi della farmaceutica americana e una biontech tedesca hanno deciso di collaborare insieme alla realizzazione di un vaccino che si di forte efficacia e che riesca finalmente a fermare l'effetto invasivo della pandemia in corso.

Andiamo a scoprire insieme chi sono la Pfizer e il suo partner BioNTech.

Che cos'è la "Pfizer":

Pfizer é un'azienda farmaceutica di origine statunitense con sede a New York.

Oltre ad essere la più grande società del mondo nella produzione e nella commercializzazione di farmaci, é anche leader nel mercato mondiale in quantitativi di fatturato ed investimenti in ricerca.

Quotata alla Borsa di New York e fa parte dell'indice Dow Jones dall'aprile 2008.

Essa vanta la più grande organizzazione di ricerca e sviluppo poiché dispone della divisione "Pfizer Global Reasearch and Development" che comprende le aree strategiche di maggior competenza medica riguardanti: l'area antinfettiva, l'area cardiovascolare, il trattamento del dolore e dell'infiammazione, l'endocrinologia e l'oncologia oltre ad altre aree annesse.

Da sempre si impegna in acquisizioni di aziende farmaceutiche con lo scopo di conquistare quote via via più significative del mercato farmaceutico mondiale.

Sfortunatamente, tali acquisizioni hanno come effetti collaterali la grande perdita di posti lavoro e la perdita di valore azionario.

"Pfizer" in Italia:

In Italia, la Pfizer é presente dal 1955 e oggi ha due sedi amministrative di rilievo, una a Roma e una a Milano, e tre siti dove avviene la produzione: Ascoli Piceno, Latina e Catania.

Nel nostro Paese la ricerca é maggiormente orientata al campo oncologico e alle malattie infettive, al sistema nervoso, all'endocrinologia e alle malattie cardiovascolari.

Cosa non sappiamo della "Pfizer":

Se da un lato l'azienda Pfizer sembra quindi la meravigliosa "Casa delle idee", dall'altro é conosciuta negativamente per i particolari casi di "Disease-mongering" nei quali é stata coinvolta e a causa dei quali é stata oggetto di molte vicende giudiziarie.

A seguito di comportamenti illegali e commercializzazione di vaccini non proprio "benefici", ha dovuto far fronte al riconoscimento di danni pari quasi a 3 miliardi di dollari. Questo però non sembra avere alcun effetto sull'azienda.

In un articolo del New York Times si sottolinea che questa somma corrisponda a meno di tre settimane di vendite della Pfizer:

"Il problema sta nel fatto che le multe vengono gestite da Pfizer come un ulteriore costo di business. Questo costo è riassorbito nel temp ocon progressivi aumenti negli anni del prezzo dei farmaci; finendo quindi per far pagare ai consumatori il prezzo delle multe subite"

Per evitare ulteriori sanzioni amministrative, l'azienda ha pensato astutamente di far ammettere la responsabilità della promozione in off-label dell'allora conosciuto VALDECOXIB ad una sua consociata, lasciando così il marchio madre pulito.

Tutto ciò le ha concesso di poter continuare a lavorare liberamente con il governo sena impedimento alcuno.

Che cos'è la BioNTech:

La BioNTech è un'azienda tedesca con sede a Mangoza e si occupa di biofarmacia e biotecnologia nell'ambito della ricerca e nella commercializzazione di farmaci.

Essa opera principalmente nello sviluppo e nella produzione di immunoterapie per aiutare i pazienti con malattie molto gravi.

Nel gennaio 2020 compare accanto alla già citata Pfizer per sperimentare il vaccino anti-COVID che nel novembre dello stesso anno, nella fase 3 di sperimentazione, raggiunge un successo nel 90% dei casi in cui viene somministrato:

" é un giorno particolarmente importante ed emozionante per noi di BioNTech. Essendo nel cuore dell'Unione Europea, siamo entusiasti di essere un passo più vicini alla potenziale consegna del prim ovaccinjo in Europa per contribuire a combattere questa devastante pandemia. Siamo pronti ad iniziare la consegna delle dosi iniziali di vaccino in tutta l'UE non appena avremo il via libera. Siamo soddisfatti del forte segnale di fiducia del Comitato rispetto ai nostri dati."

Il primo vaccino negli USA:

In un articolo del giornale New York Times datato 17 dicembre 2020 vengono citate le fonti del Barlett Regional Hospital in Alaska dove si annuncia che:

"Un'operatrice sanitaria statunitense cui é stato somministrato il vaccino contro il Coronavirus di Pfizer e BioNTech ha sviluppato una grave reazione allergica, ma le sue condizioni sono ora stabili"

La notizia si é diffusa a macchia di leopardo in tutto il mondo, scatenando incertezza e malfidenza riguardo a questa vaccinazione imminente.

Ciò che destabilizza é che la donna in questione non aveva alcun precedente in fatto di allergie e aveva ricevuto la  prima dose lo scorso 11 dicembre davanti alle riprese delle telecamere mondiali per favorire la  promozione della fiducia nei vaccini tra i cittadini statunitensi.

La situazione però le si é rivoltata contro: ha sviluppato tutti gli effetti indicativi di un'allergia grave quali rush cutaneo, crisi respiratorie e tachicardia.

Le é stata somministrata prima l'adrenalina, poi l'epinefrina e visto che continuava a non migliorare, si é proceduti alla somministrazione di steroidi. Infine, é stata ricoverata in terapia intensiva. La Pfizer si é subito difesa, mostrando una certa freddezza:

"Non ci prendiamo la responsabilità per eventuali effetti collaterali. Se diventi un alligatore è un problema tuo, se diventi un superuomo è un problema tuo, se a una donna cresce la barba è un problema suo".

Il presidente brasiliano Jair Bolsonaro ribadisce che quel che è peggio é che:

" La Pfizer manomette il sistema immunitario delle persone non rendendosi conto della gravità della cosa"

Sembra non promettere nulla di buono.

Le fasi di sviluppo del vaccino:

Lo sviluppo di un vaccino é un processo davvero lungo e complicato che:

"parte dalla conoscenza del microrganismo responsabile della malattia che si intende prevenire e delle sue modalità di interazione con l'organismo umano"

Definendone dapprima la composizione quantitativa e qualitativa, il potenziale vaccino viene sottoposto a tre fasi di studio prima di raggiungere quelle cliniche finali: studio in vitro e su modelli animali, studio tossicologico e studio sui primi organismi viventi complessi.

Fatto ciò, il vaccino entra nella cosiddetta "fase di sperimentazione" clinica in cui viene definito il numero di dosi per la prima immunizzazione e per un eventuale richiamo, l'efficacia di tale vaccino e la sicurezza in fase di reazione una volta lasciato agire.

Questi studi sono sempre controllati poiché i soggetti che vengono trattati con il vaccino sperimentato vengono confrontati con altri che vengono trattati con un vaccino simile già autorizzato.

Sono randomizzati dal momento che il trattamento in tali soggetti viene fatto casualmente.

Nella quarta fase, quando ormai il vaccino é autorizzato al commercio, si testa la sicurezza e l'efficacia di questo nelle sue reali condizioni d'uso e di valutarne il costo-beneficio rispetto alla malattia e/o altri vaccini.

Quando arriva in Italia:

Dopo il via libera dell'Fda (Food and Drug Administration) e l'autorizzazione concessa dalla Mhra britannica, l'Agenzia Comunitaria Europea dei Medicinali ha anticipato la riunione per dare un'opinione riguardo al vaccino anti-COVID della Pfizer BioNTech al 21 dicembre.

L' arrivo del vaccino in Italia è stato confermato per il giorno 27 dicembre 2020.

Come e dove conservarlo:

Il vaccino Pfizer BioNTech viene fornito in fiale che i farmacisti o gli operatori sanitari porzionano attentamente per somministrare il giusto dosaggio ai pazienti.

Ognuna di queste fiale contiene materiale sufficiente per 5 dosi di vaccino e l'avanzo di 2 o più fiale non deve essere miscelato per ottenerne una supplementare, perché si rischia la contaminazione.

Il vaccino studiato é un vaccino a RNA molto diverso da quelli tradizionali é il primo al mondo a basarsi su questa tecnologia che utilizza informazioni contenute nel nucleo Sars-Cov2 relative alla proteina di cui il virus si serve per agganciare le cellule umane e penetrarle.

Una volta inserito stimola gli anticorpi contro questa proteina.

I candidati vaccini sono 261 basati su diverse tecnologie e 55 sono in fase clinica.

Clamorosi colpi di scena a parte, il vaccino dovrebbe giungere per via aerea e via terra in Italia, partendo con un totale di 1.833.975 dosi distribuite ed inviate alle Regioni.

La prima sessione sarà destinata a quella categoria di persone che il Governo e il Parlamento stabiliscono prioritarie, quindi: operatori socio-sanitari, ospiti e personale delle case di riposo.

Il vaccino dovrà essere conservato ad una temperatura di -70° in super congelatori a bassissima temperatura oppure per cinque giorni in condizioni refrigerate a 2-8°C (disponibili negli ospedali).

Ad ogni modo Pfizer dispone di contenitori speciali dotati di Gps che possono mantenere la temperatura del siero addirittura dieci giorni senza essere aperti, e 30 giorni di utilizzo una volta estratti dai cosidetti "shipper".

Verso un nuovo futuro:

La soluzione sembra essere arrivata a portata di mano dopo lunghi mesi di sofferenza, timore e privazione.

Incrociare le dita e affidarsi alle cure del futuro non basta per superare questa pandemia.

Necessario e soprattutto dovuto, è ricordare quanto abbiamo vissuto finora e fare tesoro di tutto ciò che abbiamo visto ed appreso:

"preservare la nostra salute e quella altrui, prenderci più cura di chi amiamo e ultimo, ma non per questo meno importante, conservare la memoria di quanto abbiamo perduto".