Quella di oggi per Salvatore Ferragamo è stata una di quelle sedute da ricordare davvero per molto tempo, visto che performance come quella odierna non capitano così di frequente, per giunta per un titolo come questo che non finisce tanto spesso soto i riflettori del mercato.

Salvatore Ferragamo in rally di oltre il 16% con boom di volumi

Oggi però è accaduto e Salvatore Ferragamo ha fatto la voce grossa a Piazza Affari, mettendo a segno la migliore performance tra le blue chips, con un rally a due cifre che lo ha portato a sovraperformare in maniera strabiliante il Ftse Mib.

Il titolo ha archiviato la seduta a 13 euro, poco distante dai top toccati nel corso della giornata, con un poderoso rialzo del 16,28% e volumi di scambio esplosivi, visto che fino a giornata sono transitate sul mercato quasi 3,3 milioni di azioni, contro la media degli ultimi 30 giorni pari a circa 770mila.

Salvatore Ferragamo: nuovo asseto di governance. Ecco le novità

Ad infiammare oggi Salvatore Ferragamo sono state le novità in ambito societario, dopo che il Cda del gruppo ha definito un nuovo assetto di governance, con l'azionista di controllo Ferragamo Finanziaria impegnata nel ruolo di guida e indirizzo strategico dell'azienda e la gestione affidata interamente a figure manageriali.

Michele Norsa entra nel board con l’incarico di vice Presidente esecutivo, acquisendo i poteri esecutivi in precedenza esercitati dal Presidente Ferruccio Ferragamo.

Norsa, che lavorerà in coordinamento con il CEO Micaela Le Divelec, è un manager con grande esperienza e conoscenza del settore del lusso ed ha un lungo trascorso in Salvatore Ferragamo, di cui è stato Amministratore Delegato nel periodo dal 2006 al 2016.

Contemporaneamente James Ferragamo, precedente vice Presidente, esce dal board mantenendo però i propri incarichi operativi, e in particolare il proprio ruolo di Direttore Brand, Prodotto e Comunicazione.

Salvatore Ferragamo: i motivi del cambiamento e le implicazioni

Gli analisti di Equita SIM attribuiscono questo cambiamento alla situazione di particolare difficoltà del contesto di mercato in una fase di transizione del marchio.

La suddetta situazione rende evidentemente opportuno un ulteriore contributo manageriale esterno alla famiglia, ad integrare la direzione del CEO.

Michele Norsa può essere immediatamente operativo grazie alla sua profonda e storica conoscenza del gruppo.
Allo stesso tempo, Norsa siede in altri CDA tra cui quello di Missoni (azienda partecipata dal Fondo Strategico Italiano al 41% e di cui Norsa è Vice Presidente), ed è Industrial Partner di FSI.

Dal momento che FSI si candida a possibile aggregatore nel settore per costituire un polo italiano del lusso, la stampa in passato ha ventilato l’ipotesi che FSI, dopo l’ingresso in Missoni, potesse puntare anche alla stessa Salvatore Ferragamo.

Salvatore Ferragamo sotto la lente di Equita SIM

Equita SIM non esclude quindi che il ritorno di Norsa, benchè dettato da esigenze contingenti di business, possa eventualmente fare da apripista ad un progetto di questo tipo nel medio termine.

Gli analisti restano prudenti sul titolo per la bassa visibilità sul settore e su Salvatore Ferragamo in particolare, data la fase di transizione del marchio e l’elevata esposizione al turismo.

La raccomandazione sul titolo resta quindi ferma a "hold", a fronte di un prezzo obiettivo a 11,2 euro.

Salvatore Ferragamo: la view di altri broker

Anche Banca Akros opta per la cautela e reitera il rating "neutral", con un target price a 11,5 euro, pur apprezzando il ritorno di Michele Norsa in Salvatore Ferragamo.

A rivedere la valutazione del titolo è stato Kepler Cheuvreux che ha alzato il fair value da 9,5 a 11 euro, con una raccomandazione "hold".

Gli analisti fanno notare che gli investitori hanno accolto il rafforzamento della squadra manageriale di Salvatore Ferragamo come una notizia positiva, ma loro non sono così convinti che possa rappresentare un punto di svolta.

La pensano diversamente i colleghi di Jefferies che oggi hanno riservato una promozione a Salvatore Ferragamo, con un cambio di strategia da "underperform" a "hold", a fronte di un prezzo obiettivo a 11,05 euro.

Per il broker è rilevante il ritorno di Norsa che secondo gli esperti implica un ripensamento delle priorità strategiche sia per il brand e sia per la famiglia in una situazione senza precedenti per il settore.