In una giornata in cui Piazza Affari ha perso terreno, diverse sono state le blue chips capaci di muoversi in controtendenza. Tra tutte si è messa in evidenza Salvatore Ferragamo che ha recuperato buona parte del calo della vigilia, quando la giornata si è conclusa con una flessione di quasi tre punti percentuali.

Il titolo ha terminato le contrattazioni a 20,85 euro, con un progresso del 2,06%, accontentandosi di meno della metà del rialzo registrato nell'intraday quando i corsi hanno toccato un picco a 21,38 euro, con un rally di oltre il 4,5%. Molto vivace l'attività di scambio che ha interessato Salvatore Ferragamo visto che a fine sessione sono passate di mano oltre 1,3 milioni di azioni, contro la media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 500mila pezzi.

I conti del terzo trimestre

Il titolo è salito in controtendenza rispetto al mercato sull'onda dei risultati conseguiti nel terzo trimestre che hanno visto il fatturato salire del 3,9% a 298,2 milioni di euro, grazie alle vendite realizzate in Cina, mentre l'utile netto è aumentato del 69% a 6,6 milioni di euro, al di sotto però delle previsioni degli analisti.

L'Ebit ha riportato un incremento del 59% a 17 milioni di euro, mentre l'Ebitda è salito del 27,4% a 32 milioni di euro. La posizione finanziaria netta si è attestata a 140 milioni di euro, in linea con le aspettative.

I numeri dei primi nove mesi: outlook cauto per il 2018

Nei primi nove mesi dell'anno Salvatore Ferragamo ha realizzato ricavi in calo del 3,3% a tassi di cambio correnti a 972 milioni di euro, mentre l'utile netto è sceso del 17,5% a 65 milioni. L'Ebitda ha riportato una flessione del 7,9% a 149 milioni di euro, mentre il risultato operativo è calato dell'11,4% a 102 milioni.