Mary-Therese Barton, Head of Emerging Market Debt di Pictet Asset Management, spiega che tutti i Paesi in via di sviluppo hanno una risorsa sotto-utilizzata: la loro popolazione. È un aspetto importante da tenere a mente per chi investe nel debito dei mercati emergenti.

Sbloccare il capitale umano è fondamentale per liberare il potenziale delle economie emergenti.

L'analisi di Pictet AM dimostra che potenziare il capitale umano – ossia il valore economico delle competenze e delle capacità delle persone – accelera la produttività e la crescita di un Paese, con un conseguente miglioramento del suo rating creditizio. Comporta, quindi, implicazioni importanti per gli investitori nelle obbligazioni dei mercati emergenti.

La maggior parte dei Paesi in via di sviluppo tende a mostrare un miglioramento nell'indice dello Sviluppo umano delle Nazioni Unite (Human Development Index, HDI) - spiega Mary-Therese Barton -. Ma mentre i Paesi nella prima metà della classifica vengono premiati, in media, con un upgrade di 2,13 livelli del rating (in cui, ad esempio, da A ad AA si conta un livello), i Paesi nella seconda metà beneficiano solo di un upgrade che vale 0,24 livelli (si veda la Fig.1).

Ciò malgrado, gli investitori hanno di norma ignorato il capitale umano nella valutazione delle prospettive dei Paesi in via di sviluppo, anche perché risulta difficile da misurare e analizzare - spiega Mary-Therese Barton -. Ma questa situazione sta cambiando. Recentemente, il Progetto sul Capitale Umano della Banca Mondiale, l'Indice di sviluppo umano e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite hanno tutti contribuito a mettere in luce l'importanza del capitale umano, offrendone nuovi metodi di misurazione. In Pictet Asset Management, il nostro team che si occupa del debito dei mercati emergenti sta utilizzando questi strumenti nell'ambito della sua analisi, soprattutto quando è correlata ai fattori ambientali, sociali e di governance (ESG).