Alla ripresa dopo oltre oltre 2 settimane di pausa natalizia, trovo un quadro macro non particolarmente variato rispetto a Dicembre (ne poteva esserlo forse), più un nuovo focolaio di crisi (o meglio la riedizione di uno vecchio). Eppure i mercati azionari hanno continuato a performare, e Wall Street sembra intenzionata a ritoccare i massimi in tempi brevi. Chapeau.

Tra le caratteristiche più peculiari di questo rally, vi è la tranquillità della price action. Basti pensare che dall'ultima giornata recante perdita superiore all'1% dell'S&P 500 sono passati esattamente 3 mesi (era l'8 Ottobre), nientemeno che 61 sedute.

Questo tipo di performance ha fatto ulteriormente crescere gli eccessi di ottimismo che già si registravano prima delle vacanze. Basti pensare che che la differenza tra indicatori elaborati da Sentimentrader.com che mostrano eccesso di ottimismo e quelli che mostrano eccesso di pessimismo è su livelli talmente levati che la media mobile a 20 giorni ha toccato il 40% netto. Il backtest mostra che, a 2 mesi, la performance successiva a questi episodi è stata positiva solo nel 20% dei casi, con un ritorno medio di -2.6%.

Per il momento, nemmeno con l'aiuto dell'incidente USA - Iran queste letture sono riuscite ad abbattere il momentum dell'azionario. Vale la pena di ricordare che i risvegli da questo tipo di idilli possono essere piuttosto bruschi, come successo a fine gennaio 2018 per esempio. Come recita la quarta  regola di Farrell "le salite e le discese a ritmi esponenziali solitamente durano più di quanto uno si aspetti, ma non terminano con movimenti laterali". Vedremo.