Come sarà la scuola del dopo coronavirus? Finalmente si comincia ad avere un’idea chiara per quello che si prospetta per gli studenti, pronti a riempire nuovamente le aule a partire dal prossimo mese di settembre. Basta didattica a distanza. Niente mascherine né plexiglass. La scuola riparte e lo fa cercando di assomigliare il più possibile alla scuola pre covid, con importanti novità, laddove è necessario.

Il distanziamento sociale, ad esempio, rimane, attraverso la divisione delle classi in gruppi e l'accorpamento di alcune discipline e materie, ma la ripresa delle attività scolastica sarà anche all'insegna dalla presenza in classe, sabato compreso, dall'importanza delle mense e dalle linee guida dei presidi di ciascun istituto, ai quali verrà conferito un ampio margine di autonomia.

Quest'ultimo appare il punto più controverso, sono in tanti infatti a storcere il naso. Perché quando viene concessa troppa libertà dallo Stato, lo scaricabarile potrebbe essere dietro l'angolo. 

Scuola, no alle mascherine tra i banchi

Queste, in linea di massima, le linee guida del ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina per la scuola nell'era post Covid. Non sono escluse novità dell’ultim’ora, tuttavia, per gli studenti valgono le regole comunicate il 28 maggio scorso. Il metro di distanza gli uni dagli altri, come previsto dalle disposizioni di sicurezza anti-Coronavirus del Comitato Tecnico Scientifico.

Tuttavia, le misure di distanziamento verranno alleggerite notevolmente, così come i dispositivi di protezione: le mascherine infatti non sono previste per i bambini fino ai 6 anni. Mentre dai 6 in su in sull’idea è di indossarle solo negli spazi comuni, e quindi non al banco. C’è di buono che di visiere e di plexiglass non si parla più. Poi ovviamente tutto sta a quale sarà l’andamento epidemiologico, e alla curva dei contagi: se dovesse risalire, le disposizioni dovranno inevitabilmente cambiare. 

Scuola a settembre: classi smembrate, materie accorpate

Nel Piano Scuola 2020-2021, che è ancora una bozza, lo slogan è: "Una ripresa in equilibrio tra sicurezza e benessere socioemotivo". Tra le proposte ci sono anche i test sierologici per docente e personale. L’organizzazione non sarà uno scherzo. Tuttavia, si parte da alcuni fondamentali e uno di questi è la frequenza scolastica. Ovviamente diversa da quella che fino al coronavirus eravamo abituati a vedere.

Le classi verranno suddivise in gruppi di apprendimento, possibile anche un’aggregazione degli studenti anche con altre classi, comprese quelle di un anno di corso diverso. Accorpamenti previsti invece per alcune discipline, come quelle umanistiche (geografia, italiano e/o storia). 

Settembre, didattica a distanza solo per le scuole secondarie?

La didattica a distanza non è esclusa del tutto. Potrebbe essere adottata dagli studenti delle scuole secondarie di secondo grado. Il motivo? I ragazzi hanno già, in linea di massima, le competenze necessarie per portare avanti il programma attraverso gli opportuni strumenti tecnologici, anche se in questo caso evidentemente si dà per scontato che tutti gli studenti di questa fascia abbiano un computer. A distanza sono previsti anche gli ingressi, in linea di massima suddivisi (ma non per tutte le scuole) tra le 730 e le 9. 

Scuola a settembre, l'importanza delle mense

Ruolo cruciale sarà quello della mensa scolastica. Secondo l’enourage che si sta occupando delle linee guida della scuola il principio della mensa è importante fa parte della crescita degli studenti, soprattutto i più piccoli. Anche in questo caso, si useranno i turni per evitare l’affollamento dei locali. Anche in questo senso va letta l’idea di appoggiarsi, non tanto per i refettori quanto per le attività extrascolastiche, anche l’utilizzo di locali fuori dalla scuola e lo sfruttamento, quando necessario, del sabato.

Si tratta di spazi mesi  disposizione dagli enti locali gratuitamente per attività alternative alla didattica, a cui si andrà ad aggiungere l’obbligatorietà dell’educazione civica a partire dalle scuole dell’infanzia, con tanto di voto e 33 ore all’anno dedicate, compreso lo studio della costituzione. 

Scuola, l'allarme dei presidi: così è uno scaricabarile

Per quanto riguarda i bambini, confermato l’ingresso scaglionato tra le 7.30 e le 9. Niente giocattoli da casa, privilegiati gli spazi esterni mentre è ancora da definire l'organizzazione dell'attività di sostegno della scuola ai bambini disabili, la cui presenza in classe, comunque, non dovrebbe essere in discussione attraverso la presenza del personale sanitario. Non a caso la lettera aperta alle istituzioni lombarde scritta dal presidente dell'associazione Ledha Alessandro Manfredi parla di: «Un nuovo anno scolastico che sia uguale per tutti».

Con la speranza che lo sia anche per le varie regioni e i presidi. A cui, come detto, verrà lasciato ampio margine di movimento assieme ai consigli di istituto. La nuova didattica insomma dipenderà soprattutto da loro. E questo, pessimisticamente, viene interpretato come uno "scaricabarile" da parte dello Stato su presidi e docenti, in nome dell'autonomia scolastica.