Stop al segreto bancario o, per lo meno, stop in parte.
L’Ecofin ha deciso e sbloccato la direttiva europea ferma da anni che prevede lo scambio di informazioni e dati tra istituti di diverso confine. Questa ha per oggetto conti correnti, dividendi, interessi e ricavi dalle vendite di attività finanziarie.

Stop al segreto bancario, capitolo primo

Maggiore informazione in circolazione ed un segreto bancario ormai alla gogna: la misura approvata nella giornata di ieri a Bruxelles sembra giungere ad hoc in un periodo in cui la lotta all’evasione fiscale e la tematica del riciclaggio di denaro sono divenuti argomenti particolarmente problematici e delicati per l’economia internazionale.
Accanto ad essa, l’Ecofin ha approvato una nuova regolamentazione sul rapporto tra società madre e società figlie, aggiungendo: “L’accordo sulle regole contro gli abusi nella direttiva madre-figlia garantisce pari trattamento per le attività oneste nel mercato unico dell’Unione europea e mette la parola fine alle scappatoie che potrebbero essere utilizzate nel caso di pianificazione fiscale aggressiva”. L’intervento di Pierre Moscovici, Commissario agli affari monetari e alla tassazione di Bruxelles, pone in luce come la vecchia direttiva del 1990, affianco a quella emanata nel 2011 (contro la doppia tassazione), sia stata utilizzata nel tempo in modo deviato dalle società aventi traffici con l’estero.

Nel 2013 la Commissione Ue ha sottolineato la necessità di rivedere la normativa, divenuta fonte di abuso: lo scopo della stessa di evitare la doppia tassazione si è infatti trasformato in una ricerca di evasione, divenendo un mezzo per eludere i regimi a tassazione superiore, accreditando il profitto a società affiliate estere con fiscalità più favorevole.