Norman Villamin, CIO Private Banking di Union Bancaire Privée (UBP), spiega che il G-20 di Osaka ha riservato due importanti sorprese. In primo luogo, il presidente degli Stati Uniti sembra aver ceduto terreno sulle sanzioni americane contro Huawei che entreranno in vigore il 19 agosto. Norman Villamin pensa che le restrizioni statunitensi su Huawei che limitano l'accesso ai chip e alla tecnologia di cui il gigante cinese delle telecomunicazioni ha bisogno per le sue stazioni 5G, sarà il punto chiave in qualsiasi nuova trattativa. Infatti, senza concessioni su questo fronte, i negoziatori cinesi avranno difficoltà a scendere a compromessi sulla questione relativamente meno strategica delle tariffe sugli scambi commerciali tra le due nazioni. Le concessioni offerte dal Presidente Trump durante il fine settimana non sono ancora chiare, ma sembrano sufficienti almeno a spianare la strada alla ripresa dei negoziati.

In secondo luogo, notizie di stampa suggeriscono che la Casa Bianca cercherà di perseguire un secondo ciclo di tagli fiscali, stimati a 100 miliardi di dollari in dieci anni, adeguando l'imposta statunitense sul capital gain con un ordine esecutivo, bypassando di fatto il Congresso degli Stati Uniti - spiega Norman Villamin -. Sebbene non sia chiaro se questa proposta del Presidente Trump sopravviverà a una probabile sfida legale da parte dei Democratici nel Congresso, il tentativo di riduzione delle tasse è comunque un segnale degli intenti politici futuri della Casa Bianca. In altre parole, la mossa potrebbe suggerire che i rischi legati alla politica fiscale statunitense sono più decisamente orientati verso una sorpresa espansionistica, con l’avvicinarsi della campagna elettorale per le elezioni presidenziali americane del 2020. Se ciò dovesse accadere nella pratica, sarebbe complementare al cambiamento della politica della Fed dopo la riunione del FOMC di maggio.