Il ricorso fatto da Sky nei giorni scorsi è stato accettato dal tribunale di Milano che ha confermato la sospensione del bando che assegnava i diritti TV della seie A del campionato di calcio italiano a Mediapro. Alla base della decisione una formula del testo non chiara e la violazione dei principi antitrust.

Il caso

Mediapro si era sempre dichiarata intermediario indipendente, quindi idoneo alle misure chieste dal bando mentre Sky aveva invece affermato che gli spagnoli (poi ricomprati dai cinesi) in realtà offrissero servizi che potevano essere ascritti a quelli tipici di un editore. Ed è a questa seconda ricostruzione che il giudice Claudio Marangoni ha dato ragione, bloccando di fatto la vendita dei diritti TV e sottolineando le perplessità che l'offerta di pacchetti con "contenuti informativi e pubblicitari" da parte di Mediapro faceva sorgere. Infatti una formula così elaborata, stando alla sentenza, creava di fatto "una forma di responsabilità editoriale" estranea all'ambito “di attività propria dell'intermediario indipendente" così come richiesto esplicitamente dal bando.

La nota di Sky

Una decisione che, tra le altre conseguenze, porta con sé il rischio reale che il prossimo campionato di Serie A possa partire senza un'adeguata copertura televisiva, a discapito, quindi, delle entrate derivanti non solo dai diritti ma anche dagli sponsor. Mediapro avrebbe però 15 giorni per presentare reclamo. Immediata l'esultanza di Sky che in una nota ufficiale dichiara:

"La decisione del Tribunale di Milano ha confermato che era necessaria una verifica dell'aderenza del bando di Mediapro alle leggi italiane, facendo chiarezza a beneficio di tutti i partecipanti e creando i presupposti per la definizione della procedura di assegnazione dei diritti 2018-21 della serie A. Sky ribadisce di essere pronta come sempre a fare la sua parte con un’importante offerta che possa dare certezza a tutti gli appassionati e allo stesso tempo garantire il futuro dei club e di tutto il sistema calcio".