Lo shutdown governativo negli Stati Uniti, giunto ormai al suo ventunesimo giorno, sta cominciando a far sentire i suoi effetti anche sulle procedure per i nuovi ingressi sui listini USA e potrebbe ritardare sensibilmente alcune delle Initial Public Offerings più attese del 2019, a cominciare da quella del gigante dei taxi privati Uber.



Wall Street: lo shutdown ferma le operazioni di Ipo

Lo segnalano negli ultimi giorni i grandi network dell'informazione finanziaria, dal Wall Street Journal alla CNBC, ricordando che con l'interruzione delle attività federali sono ferme quasi del tutto anche le attività della Securities and Exchange Commission, il regolatore di Borsa deputato a interagire con le aziende che si candidano a diventare pubbliche e fornire le necessarie approvazioni durante i vari step che portano alla quotazione: per dare un'idea degli effetti provocati dal blocco, una nota diramata dalla stessa SEC ha rivelato che alla data del 27 dicembre erano operativi appena 285 dei suoi 4.436 impiegati.

Un ingolfamento che ritarda gli ingressi

Il sito MarketWatch ha fatto peraltro notare oggi che il problema, più che l'immediato, riguarda i prossimi mesi: seppure infatti gennaio e febbraio non sono mesi di grande attività sul fronte dei nuovi collocamenti azionari, si sta però formando una coda di richieste e dossier ancora da esaminare, che rischia di creare un vero e proprio ingolfamento se lo scontro tra il presidente Donald Trump e l'opposizione democratica sul finanziamento del muro col Messico non troverà una soluzione nelle prossime settimane.