In stand-by lo sbarco dei "decacorni"

Una volta rientrati, i funzionari della Sec dovranno infatti occuparsi di smaltire il lavoro arretrato, e a peggiorare le cose un eccessivo prolungamento dello shutdown renderebbe datati, e dunque inservibili, i profili finanziari già forniti dalle aspiranti matricole costringendo a ripetizioni di procedure e altre lungaggini. Uno scenario che mette a rischio i numeri di un anno che si annuncia teoricamente da record per il settore grazie alle operazioni multimiliardarie dei cosiddetti "decacorni": le startup del settore tecnologico che aspirano a una valorizzazione superiore ai 10 miliardi di dollari, da Pinterest (sharing di photo, 12 miliardi di valutazione), a Palantir (data analytics, ben 41 miliardi) ai due rivali nel ride-sharing Lyft (15 miliardi) e soprattutto Uber, che si annuncia come l'ipo più ricca di sempre ($120 miliardi?).

Il rovescio della medaglia

Il rovescio della medaglia è che il ritardo potrebbe paradossalmente favorire i nuovi arrivati. Come ha segnalato Kathleen Smith di Renaissance Capital, un gestore di ETF che tracciano aziende appena diventate pubbliche, le difficoltà dei mercati finanziari negli ultimi mesi hanno infatti per il momento ridotto l'appetito degli investitori per gli asset di rischio e un'ipo frettolosa potrebbe costringere i nuovi arrivati a quotarsi "a sconto". Mentre a partire dalla prossima primavera, e man mano che il mercato "si ripara", il contesto per i collocamenti sarà probabilmente molto migliore di adesso.