Fino a febbraio 2020 lo smart working era un perfetto sconosciuto in Italia: oggi i lavoratori lo conoscono bene. E anche il Governo, che vuole provvedere a dare nuove regole al lavoro agile. Sì perché questo sistema di organizzazione dei compiti aziendali, figlio della necessità, potrebbe continuare ad essere adottato anche in futuro. Sicuramente, però, per il bene di tutti è tempo di regolamentare temi, modi e contratti. In altre parole è necessario mettere delle regole.

A spiegarlo è Nunzia Catalfo, Ministro del Lavoro, che ha spiegato che il prossimo 24 settembre incontrerà le parti sociali per migliorare lo smart working, dato che la semplificazione adottata in questi mesi è figlia dello stato d'emergenza. Tra l'altro la Catalfo ha sottolineato che si aspetta una spinta da parte della contrattazione collettiva per contemperare sicurezza e produttività.

Smart working: più regole e più diritti!

Nunzia Catalfo ritiene che ruolo centrale debba essere riconosciuto alla disconnessione, che deve essere garantito soprattutto alle donne lavoratrici. Secondo alcune stime, si prevede che almeno il 50% dei lavoratori che durante in lockdown siano stati in smart working continuino con questa modalità di collaborazione. Proprio per questo, secondo la Catalfo, la revisione della disciplina del lavoro agile:

va collegata all’interno di un più ampio e sistematico piano di incentivi e investimenti per facilitare la transizione tecnologica delle nostre imprese e del nostro tessuto produttivo. In tal senso, la leva fiscale è certamente uno dei primi strumenti da mettere in campo.

Nel mondo del lavoro in Italia lo smart working, molto probabilmente, non perderà la sua importanza, indipendentemente dalla pandemia. Tra le misure che il Governo ha intenzione di mettere in atto in vista del recovery fund ci sarà l’empowerment femminile, con misure come la programmazione di incentivi alle assunzioni, la creazione di percorsi formativi fondati sull'acquisizione di nuove competenze.

Smart working e gossip

Ok, va bene. Tutti quanti abbiamo scoperto lo smart working, tutti quanti ne apprezziamo l'utilità e la comodità. Siamo liberi, come lavoratori, di organizzare la nostra giornata. Non siamo costretti a star fermi delle ore in mezzo al traffico con la nostra automobile. Ma lo smart working ha qualche lato oscuro: qualcosa a cui è necessario prestare attenzione?

Probabilmente quello che andrà a mancare a molti lavoratori è la cosiddetta pausa caffè. Un vero e proprio rito aziendale, tanto che ne è nata una sit-com (Camera cafè). Un must, che ha anche lo scopo di alleviare lo stress ed alleggerire la fatica, ma molto utile per suggellare le amicizie e fare un po' di pettegolezzi. Lavorare a distanza sta cambiando un po' il mondo della comunicazione interpersonale in azienda, facendo passare in secondo piano tutti quei linguaggi che alimentano le relazioni interpersonali. Vengono esaltate unicamente le comunicazioi di servizio, che hanno lo scopo di raggiungere un determinato obiettivo.

Lo smart working ridefinisce le relazioni organizzative rendendole più essenziali - spiega Andrea Castiello D’Antonio, psicologo del lavoro e consulente aziendale -. Da un lato c’è meno tempo perso perché agli appuntamenti virtuali su Zoom o Teams si presentano tutti puntuali; dall’altro vengono chiamate solo le persone importanti alle riunioni. C’è quindi un maggior rispetto del tempo, ma eliminando i gossip e i rumors aziendali vengono meno il calore e i riti delle relazioni. Tutte cose molto importanti anche ai fini lavorativi.

Smart working: cosa accade all'estero!

Alcune certezze sono cambiate. Dopo l'emergenza Covid 19 e l'imposizione dall'alto dello smart working molte persone hanno scoperto che in ufficio non si sentono più al sicuro. Altri lavoratori hanno cambiato casa e si sono sistemati in campagna, ma soprattutto - e qui stiamo portando l'esempio di chi vive e lavora a Londra - non hanno più intenzione di dover affrontare il traffico e l'inquinamento della capitale. Proprio per questo Schroders, dopo un sondaggio interno, ha deciso che tutti i dipendenti possano lavorare in modo flessibile tutta la settimana.

Se fino ad un po' di tempo fa vigeva l'obbligo di recarsi in ufficio almeno quattro giorni su cingue, adesso i dipendenti potranno lavorare in modo flessibile tutta la settimana. Il timore, adesso, è che anche altre società che hanno sede a Londra possano muoversi nella stessa direzione. Abbiamo parlato di timore e non è un refuso: la paura arriva da bar, negozi, ristoranti e da tutte quelle attività commerciali che temono che possano venire a mancare i clienti perché si spotano i luoghi del lavoro.

Sembra che già adesso che il cuore finanziario di Londra stia soffrendo. Semrberebbe già una zona fantasma. Nei pressi della Banca d’Inghilterra e di Canary Wharf ci sono poche persone, per non dire quasi nessuno.