Tra le blue chips che oggi sono riuscite a muoversi in controtendenza rispetto al mercato troviamo Snam che, dopo aver guadagnato poco meno di un punto e mezzo percentuale ieri, ha terminato gli scambi in positivo anche oggi. Il titolo, che si è sintonizzato con la buona intonazione del settore di riferimento, si è fermato a 3,743 euro, con un vantaggio dello 0,86% e circa 11,7 milioni di azioni scambiate, poco al di sopra della media giornaliera degli ultimi tre mesi.

Domani il nuovo piano industriale: le attese di Equita SIM

Snam si è spinto ancora in avanti alla vigilia del duplice appuntamento con i risultati dell'esercizio 2017 e con il nuovo piano industriale 2018-2022.
Da quest'ultimo gli analisti di Equita SIM si aspettano una spesa per investimenti per complessivi 4,8 miliardi di euro, in linea con il business plan precedente. Considerando che in questo caso la spesa per investimenti era concentrata nei primi anni, si tratta di un incremento degli investimenti, grazie alla metanizzazione della Sardegna. La RAB, ossia il valore del capitale investito netto ai fini regolatori, dovrebbe crescere dell'1% medio nel periodo di piano, in linea con l’inflazione attesa.

Gli esperti si aspettano inoltre una crescita media annua del dividendo pari al 2,5% al 2019, mentre per gli anni successivi si stima l'1%. La crescita degli utili è attesa flat perché la SIM milanese prevede una riduzione dell’Allowed Wacc, ossia del tasso di remunerazione del capitale investito netto, di 30 punti base al 2022.
Gli analisti evidenziano che Snam ha un leverage debito/RAB del 53% nell’arco del piano che potrebbe essere incrementato al 57%-58% senza peggiorare il rating, con estensione del piano di buyback.