Nel weekend il Financial Times ha puntato il dito contro SoftBank Group, definendola "Nasdaq Whale" (whale, ovvero balena, termine con cui si definiscono gli scommettitori che puntano grandi cifre) e citando il possibile ruolo avuto nel rally del tech a Wall Street. E la risposta del mercato è stata brutale: SoftBank ha chiuso con un crollo del 7,15% a Tokyo, nella peggiore performance di un Nikkei 225 in declino dello 0,50% a fine seduta. In una sessione SoftBank ha bruciato 8 miliardi di dollari di capitalizzazione.

Fondamentali al Nasdaq disconnessi dai prezzi delle azioni?

Fonti citate dal Wall Street Journal hanno riportato che SoftBank avrebbe acquistato circa 4 miliardi di dollari in opzioni call legate a titoli in portafoglio: big tech come Amazon.com, Microsoft, Netflix ma anche Tesla. L'esposizione su questo investimento sarebbe pari a 50 miliardi di dollari. Per i due quotidiani proprio le opzioni in mano a SoftBank spiegherebbero, almeno parzialmente, la sfilza di record inanellati dal Nasdaq prima del sell-off di settimana scorsa. "Se è vero che SoftBank sta facendo questo, sarebbe un ulteriore segnale di quanto i fondamentali siano disconnessi dai prezzi delle azioni", ha dichiarato alla Cnbc Roger McNamee, noto venture capitalist americano specializzato nel settore tecnologico.

Dagli investimenti in start-up all'azzardo sulle call

SoftBank da anni sta investendo significativamente nel settore It, in particolare attraverso la creazione di Vision Fund: fondo da oltre 100 miliardi di dollari lanciato nel 2016 per finanziare proprio le start-up start-up tecnologiche. Sempre nel 2016 il gruppo giapponese aveva speso 23,4 miliardi di sterline (circa 26 miliardi di euro) per acquisire Arm Holdings, produttore britannico di chip le cui tecnologie sono alla base del boom dei terminali mobili. La scommessa sulle opzioni è però una strategia nuova per SoftBank, ed è pericolosa: se la bolla del tech dovesse effettivamente scoppiare le perdite per l'azienda sarebbero significative. La nuova avventura di SoftBank non era però un segreto: in agosto la società, ricorda la Cnn, aveva annunciato l'intenzione di investire sul mercato azionario, attraverso una nuova divisione con capitale iniziale di 555 milioni di dollari. E il numero 555 nella cultura giapponese del gaming sta per la formula d'incitamento "go, go, go". I mercati azionari, però, non sono un videogioco.