La settimana di borsa che stiamo vivendo è caratterizzata dagli sforzi comuni di Fed, BCE e governi di gettare acqua sul fuoco divampato dopo le parole di Ben Bernanke in relazione all’ormai famoso piano di “tapering” che ha trascinato in un sell-off devastante tutte gli asset della nostra “ruota dei mercati a 360 gradi”, con le maggiori perdite sui mercati europei periferici dove si è nuovamente “allargato lo spread” (pensiamo, ad esempio, al BTP-BUND passato da 270 a 310 punti in poche ore, salvo poi tornare in area 280-285).

Come sempre accade in questi casi, quando i mercati prendono fuoco qualcuno fa subito circolare voci incontrollate per sfruttare il panico. L’ultima in ordine cronologico (e vicina alle nuove aste di titoli pubblici) vuole l’Italia a rischio di una perdita di otto miliardi di euro su presunti derivati usati alla fine degli anni Novanta per superare i vincoli necessari all’entrata nell’Euro, voce prontamente smentita dal Tesoro.

Resta il fatto che i mercati ragionano con la propria testa e spesso ci azzeccano. Un gestore di Pimco ha pubblicamente rilevato che - a loro avviso - la manovra di Bernanke è troppo affrettata e che i tempi non sono ancora maturi, mentre Draghi ha puntualizzato che l’uscita dalla politica monetaria accomodante sembra lontana dal momento che la disoccupazione non migliora e l’inflazione è ancora ai minimi storici.

Come abbiamo già scritto, il piano di tapering della Federal Reserve per drenare liquidità dal mercato americano sarebbe da leggersi in modo positivo, e difatti l’unico asset che ha beneficiato dell’annuncio è proprio il Dollar Index che continua a rivalutarsi.

Riducendo le ampie dosi di droga QE si scommette sulla capacità del malato di reggersi in piedi sulle sue gambe, mettendo inoltre un freno alla speculazione che vive da quattro anni di carry trade a ogni nuova iniezione di liquidità. Ma il mercato potrà vivere senza aiuti solo se ci sarà un riallineamento con l’economia reale, che dovrà crescere a suo sostegno anche attraverso l’afflusso di quella liquidità che finora le è stata sottratta a beneficio della speculazione finanziaria. E questo è il punto dolente!