L'ultima seduta di agosto consegna al mercato italiano un nuovo picco dello spread, salito oggi sopra quota 290 punti dopo aver già toccato nell'intraday di ieri i massimi registrati a fine maggio, al culmine della crisi post-elettorale per la formazione del nuovo governo.

Lo spread sale

Dopo aver aperto stamane a 285,7 punti, in linea con la chiusura di ieri, il differenziale sul Bund tedesco ha registrato evidenti fibrillazioni, scendendo prima in area 280 punti base per poi riallargarsi fino a 291,4 punti, con un rendimento del decennale di riferimento spintosi durante le contrattazioni fino al 3,247%, sui massimi da marzo 2014.

Salgono intanto ai massimi degli ultimi tre mesi anche i rendimenti dei benchmark a 2 e 5 anni, con quest'ultimo salito a 2,55% da una chiusura a 2,48%. 

Le dichiarazioni di Giorgetti

Ad alimentare le tensioni sul mercato obbligazionario secondario, già sotto pressione per l'attesa a breve del giudizio di Fitch sull'Italia, hanno contribuito oggi alcune dichiarazioni del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti. 

In un'intervista a tutto campo a margine della festa del Fatto Quotidiano, l'economista leghista ha detto infatti che il governo è pronto a violare il tetto del 3% nel rapporto deficit-pil "se è necessario per mettere in sicurezza il Paese".

Negoziare con l'UE

"Dobbiamo intavolare con la Ue un negoziato serio, poiché negli ultimi 20 anni non sono stati fatti investimenti seri, soprattutto per il mantenimento delle infrastrutture di questo Paese. E' quindi indispensabile mettere mano non solo ai ponti, ma anche alle scuole, agli edifici pubblici a rischio e ad altre situazioni", ha allargato il ragionamento Giorgetti inquadrando il tema di un eventuale sforamento del deficit all'interno di una più generale riflessione sui problemi di crescita della Penisola.