“Cerchiamo stagista” è il titolo in grande. Subito sotto: stage retribuito. Partiamo bene, considerato che, ultimamente, gli stage sono tutti gratuiti. O peggio, bloccati, sospesi se non annullati causa coronavirus. Andiamo avanti. Leggiamo di cosa si tratta. Mansioni: accoglienza ospiti in hotel. Smistamento mail e invio mail promozionali. Gestione del personale di servizio. Questa è bella. Un aspirante lavoratore in stage che deve “gestire” del personale. Roba che di solito spetta a un direttore. O a un dirigente. Stavolta no. Nel foglio pubblicato da Dario Di Vico su Twitter (visibile qui) c’è scritto proprio così. Tra le mansioni dello stagista c’è la gestione del personale di servizio. E non è finita.

Chi avrà la fortuna di iniziare questo stage, pagato 700 euro mensili, molto probabilmente lordi, dovrà anche gestire l’agenda e la posta elettronica. Ma soprattutto avrà il controllo e la supervisione del personale addetto alle promozioni.

Un stagista insomma che sia in grado di dirigere più comparti, non esattamente compatibili quantomeno sulla carta: e cioè quello di servizio e quello addetto alle promozioni.

Stage, annuncio shock: "Mansioni? Gestire il personale e volontà di imparare"

Il sorriso finale arriva dall’ultima richiesta del volantino: ottima presenza e volontà a imparare. Vien da chiedersi imparare cosa, dato che, stando alle mansioni richieste, chi dovesse accettare lo stage in ballo dovrebbe già avere doti spiccate di leadership, ma anche per l’attività di segretaria (gestione agenda), di concierge (accoglienza ospiti aparthotel), di conoscenza quantomeno base di linguaggio marketing (invio mail promozionali) e di alcuni programmi di gestione del lavoro come outlook express.

A guardar bene, rimane ben poco da imparare per un giovane (o meno giovane) che cerca uno stage per entrare nel mondo del lavoro e tutto sommato, è la perla che mancava a un sistema già molto malato, incancrenito e ulteriormente peggiorato dopo l’emergenza sanitaria che ancora dobbiamo metterci alle spalle. 

Stage, ecco come vengono sfruttati i tirocinanti

La foto in questione, come detto, è stata pubblicata da Dario Di Vico, giornalista del Corriere della Sera. Ed è evidente. Le mansioni previste da uno stage formativo, in questo annuncio, non sono minimamente previste né richieste.

Dietro un documento del genere c’è solo un tentativo, anche piuttosto maldestro se vogliamo, di sfruttare il più possibile personale a bassissimo costo, senza tutele, sperando nella disperazione di chi è in cerca al punto da scendere a compromessi inaccettabili in situazioni normali.

Fa specie che la struttura da gestire, pardon, dove imparare il mestiere sia quella di tipo alberghiera, solitamente tra le più soggette a controlli, anche se in questo caso la situazione è un po' diversa: aparthotel non è infatti il nome di un albergo ma di un servizio. 

"Cercasi stagista con esperienza": la barzelletta dello stage "camuffato"

Chi entra in azienda dietro la formula dello stage non deve certo limitarsi a portare il caffè e a passare le giornate a fare le fotocopie. Ma da questo punto di vista oramai è difficile che accada. I tempi sono cambiati. Anche troppo. Nel senso che se una volta il problema dello stagista era uno sfruttamento eccessivo su mansioni per niente inerenti all’attività lavorativa svolta in azienda, adesso il cosiddetto "eccesso" avviene sul fronte opposto: chi è in stage viene inserito nell'ambiente come se fosse un comune lavoratore dipendente.

Ma, come detto, senza tutele, senza stipendio adeguato: la formula è ormai diventata quella del “Cercasi stagista con esperienza”. La parola stage viene equiparata al termine tirocinio, e cioè un’esperienza o un percorso formativo, mirato solo ed esclusivamente a imparare una professione lavorativa per raggiungere la tanto agognata prima occupazione. E invece no: ultimi in azienda a entrare, primi a uscire con pacca sulla spalla, e un “bravo, tieni duro, non possiamo tenerti perché c’è la crisi”. 

Stage: ultimi a entrare in azienda, primi a uscirne

Intanto però chi è entrato in azienda attraverso la formula dello stage magari è stato inserito immediatamente nei turni di lavoro. Con lo stesso monte ore settimanale di un lavoratore subordinato, che magari approfitta dell’ultimo arrivato per alleggerirsi il carico di lavoro e lasciare l’ufficio con un’oretta di anticipo. E a leggere questo elenco, forse, tutti noi siamo incappati almeno una volta in offerte di stage di questo tipo. Senza per forza cercarne uno: basta navigare nel web. 

Scegliere la miglior proposta di stage: qualche consiglio

Prima cosa da tener presente: la fonte. Perché molti siti non sempre presentano l’autore dell’offerta. Anche in questo caso, viene segnalato un albergo: aparthotel. Che però, come accennato, non si tratta di una catena di alberghi. Aparthotel non è come Marriott Hotel o Ibis Hotel, tanto per citare due delle catene più famose al mondo. Il termine deriva dall’unione di due parole: apartment e hotel.

Dunque, si tratta di un appartamento con i servizi di un albergo ma con costi solitamente meno elevati. Tra i servizi offerti, di solito c’è la cucina, gli elettrodomestici e la possibilità di preparare colazione pranzo e cena in casa.

L’annuncio segnalata da De Vico, probabilmente, non è riconducibile a un’azienda ma a un privato, che forse ha in gestione un appartamento con più stanze riadattato a bed and breakfast, e cerca  qualcuno che possa occuparsi della gestione della struttura. Solo che assumere personale costa. E quindi, si “nasconde” dietro la parola stage. 

Stage: come scremare e depennare le offerte "sospette"

Fonte molto vaga, sostanzialmente. Eppure, è fondamentale per fare una prima scrematura di annunci in quella che  per molti è un mare magnum, l’online, di proposte di lavoro, stage o assunzione che sia, sospette. Una seconda scrematura è proprio quella relativa alle competenze. Se sono palesemente in contrasto o superiori rispetto al ruolo da coprire, allora è un altro degli annunci da aggiungere alla “lista nera”. Per esserne sicuri, una telefonata o una mail vi aiuterà a capire meglio che cosa c’è dietro. In fondo, potete anche perdervi 24 ore per decidere e poi scrivere: “No grazie, ho trovato un altro stage più adatto alle mie esigenze e alle mie aspirazioni”. 

"Cerchiamo stagista da inserire nei turni e che lavori nei weekend" 

Ultimo fattore: l’espressione “disponibilità a lavorare su turni e soprattutto nel fine settimana”. Esigenze che non vanno in alcun modo nella direzione delle mansioni di chi è alla ricerca di uno stage. Il tirocinante infatti non è tenuto in alcun modo a lavorare nei weekend né ad essere inserito in una griglia di turni. Una scelta pericolosa anche per il datore di lavoro, poiché agendo in questo modo, potrebbe ritrovarsi in difficoltà in caso di controversia giudiziaria.