Antonio Anniballe, gestore del team Multi Asset Italia di GAM (Italia) SGR, spiega che se si eccettuano alcune pubblicazioni particolarmente degne di nota, la stagione delle trimestrali è passata finora in sordina, oscurata dal flusso di notizie riguardante il coronavirus. Quali sono le conclusioni che Antonio Anniballe può trarre a consuntivo del primo mese di dati?

A fine gennaio quasi metà delle società che compon­gono lo S&P500 ha pubblicato la propria trimestrale. L’analisi dei dati è naturalmente cruciale, in special modo dopo quattro trimestri di crescita asfittica e in considerazione del rallentamento economico a cui Antonio Anniballe ha assistito l’anno passato.

La prima conclusione che si può trarre è che la cre­scita degli utili a livello aggregato sia ancora ferma al palo. I risultati sono superiori rispetto alle stime della vigilia, ma questo per il momento serve solo a sven­tare le ipotesi di un arretramento: il confronto con il trimestre precedente registra infatti una variazione minima (-0,3%). Un esame più attento dei dati rivela che la mancata crescita è diretta conseguenza di una erosione dei margini operativi, seppur da livelli molto elevati, mentre la c.d. top line sembra essere maggiormente dinamica.

L’erosione della redditività, non trovando ancora riscontri sufficienti nel costo del lavoro, ha probabil­mente a che fare ancora con le ricadute della guerra commerciale: con spazi per tagli dei costi sempre più risicati, una maniera di incrementare i margini è quella di investire in tecnologie che migliorino la produttività. La voce degli investimenti in capitale fisso è invece fatalmente bloccata da un anno dalle incertezze legate ai dazi.