Gli Usa caricati di responsabilità sempre maggiori visto che adesso si trovano sulle spalle l’onore ma soprattutto l’onere di dover essere la locomotiva mondiale per la rinascita economica. E non si tratta solo di un modo di dire: gli emergenti, che avrebbero potuto dare una mano arrivano con l’affanno al traguardo dei primi sei mesi del 2013, mentre l’Europa è quanto mai inabissata in una crisi nella quale si sta dibattendo da anni con la sensazione che ogni mossa presa per salvarla non faccia altro che peggiorare la situazione.

Una serie di strategie che sono rese ancora più complicate dalle tensioni interne non solo a livello economico, ma anche e soprattutto politico e finanziario. Non ultima la “lotta” tra Bundesbank e l’intero sistema bancario europeo accusato di appoggiare troppo l’acquisto di titoli di stato, trend che sembra aver contagiato anche la Bce, portandola all’istituzione dell’Omt, procedimento tutt’ora osteggiato anche in sede legale dalla stessa Buba.

Il tutto proprio all’inizio della riunione dei vari ministri delle finanze e all’a vigilia dell’Ecofin.

Senza contare il colosso che addirittura avrebbe dovuto superare gli Usa nel 2020, tra le potenze mondiali, quella Cina che invece è sempre più schiava di demoni anonimi e incontrollabili come le banche ombra , il credito che non è controllato dalle autorità di riferimento ,ma le cui conseguenze, in caso di crack del sistema, cadrebbero sullo stato. Uno stato che, tra le altre cose, è guardato sempre più con diffidenza visto il sospetto, da più parti, di falsificare, se non adesso almeno in passato, i dati economici pubblicati, proprio per nascondere quelle sue pecche che, invece, risultano evidenti quando si parla di riforme incisive che tardano ad arrivare.