Dopo le parole di Draghi l’euro è arrivato a toccare quota 1,17 nei confronti del dollaro, sono le esternazione del Presidente della BCE a danneggiare le famiglie e le imprese italiane NON le parole del Governo!

Purtroppo la disinformazione mainstream continuerà invece a battere la grancassa, è difficile capire fino a quando gli italiani riusciranno a sopportare una situazione così grave.

Giornata contrastata per le Borse europee, in calo Londra (-0,5%), praticamente sulla parità Parigi (-0,0%), sale invece Francoforte (+0,2%) sostenuta da Infineon (+3,9%), dalle seduta di rimbalzo per il comparto bancario: Deutsche Bank (+1,8%) e Commerzbank (+2,5%) e di quello automobilistico: Volkswagen (+1,8%), Daimler (+1,4%) e Bmw (+1,4%).

Il nostro Ftse Mib (-0,56%) in intraday aveva anche superato quota 21.000 punti, ma alla fine ha dovuto cedere alle vendite, infatti ben 32 dei 40 titoli che compongono il nostro indice di riferimento hanno terminato la seduta facendo segnare un ribasso.

Le vendite hanno affossato in particolare Saipem (-5,01%) dopo le dimissioni del Cfo, e per fortuna che Société Générale ha alzato il prezzo obiettivo a 5,46 euro!

Seduta da dimenticare anche per Campari (-4,60%), il titolo ha fatto segnare al fixing 7,255 euro una quotazione abbastanza distante dai 7,52 euro con la quale era stata conclusa nei giorni scorsi una operazione di riacquisto di azioni proprie.

Torna nuovamente sotto quota 10 euro Cnh Industrial (-2,57%), in calo anche Exor (-1,18%) e Fiat Chrysler (-1,02%), mentre continua la risalita di Ferrari (+0,53%).

Terza seduta negativa di seguito per Poste Italiane (-2,55%) un titolo che sta manifestando una volatilità che pone degli interrogativi.