La Cina annuncia dazi su merci importate dagli Stati Uniti per un ammontare di 75 miliardi di dollari, una risposta ai dazi applicati dagli Stati Uniti nei confronti delle merci cinesi per 300 miliardi di dollari.

Trump reagisce in maniera scomposta e Wall Street non può far altro che innestare la retromarcia facendo scendere anche tutti i listini europei.

Francoforte (-1,1%) e Parigi (-1,1%) lasciano sul terreno oltre un punto percentuale, limita i danni la sola Londra (-0,5%).

Ad accusare però la performance peggiore è la nostra Piazza Affari, il Ftse Mib (-1,65%) dopo un’asta di chiusura decisamente tormentata ha concluso l’ottava con un calo superiore al punto e mezzo percentuale.

Ovviamente a risentire maggiormente del clima da “guerra commerciale” i titoli più esposti nei confronti degli USA, Sul fondo troviamo così Stmicroelectronics (-4,47%) e Cnh Industrial (-3,37%).

Certamente hanno pesato anche le vendite sul comparto bancario ed in particolare su Unicredit (-3,10%), pesante il ribasso anche della controllata Finecobank (-2,98%).

Dopo i massimi storici dei giorni scorsi, arrivano anche su Diasorin (-2,94%) e Poste Italiane (-2,73%) le prese di profitto, le vendite poi tornano copiose sulla “cinese” Pirelli (-2,91%).

Soltanto quattro titoli riescono a mantenere anche al fixing una performance positiva, si tratta di Recordati (+1,19%), Juventus (+1,09%), Terna (+0,11%) e Banco BPM (+0,06%).

A Wall Street il Dow Jones e lo S&P500 stanno lasciando sul terreno poco meno di due punti percentuali, va peggio ancora al Nasdaq (-2,2%), appesantito dal ribasso di Apple (-4,0%).