La storia dei dazi può davvero finir male per tutti, non solo per la Cina. Visto che innegabilmente la Cina esporta verso gli Stati Uniti, molto più di quanto importa, la guerra dei dazi l’avrebbe persa ed allora? Ed allora ha cambiato il campo di gioco portandolo su quello che le è favorevole.

Non si è presentata alle aste dei titoli di Stato americani, mettendo così a nudo il re.

Non so se Trump non si aspettasse una mossa simile, effettivamente se così fosse si sarebbe dimostrato di una ingenuità disarmante.

Ed ecco spiegato il calo delle Borse anche in Europa. A ridurre le perdite in particolare Londra (-0,6%), Parigi (-1,2%) e Francoforte (-1,5%) hanno lasciato sul terreno ben oltre il punto percentuale.

Anche sul nostro Ftse Mib (-1,35%) si sono verificati cali abbastanza consistenti. Visto quanto sta accadendo sul Nasdaq a New York le vendite hanno colpito Stmicroelectronics (-5,10%) che ha cominciato l’ottava così come aveva concluso quella precedente.

Giornataccia anche per Leonardo (-4,68%) e Moncler (-4,47%).

Male il comparto bancario, a subire i maggiori ribassi Banco BPM (-3,71%), Ubi Banca (-3,36%) ed Unicredit (-2,80%).

Tuttavia al fixing sei titoli hanno registrato una variazione positiva. Hanno sorretto, il nostro indice di riferimento due titoli del comparto petrolifero: Saipem (+1,45%) ed il colosso Eni (+1,09%). Tre utilities: A2A (+1,28%), Italgas (+1,05%) ed Hera (+0,12%) ed un titolo del comparto farmaceutico: Diasorin (+0,44%).

Ora tutta l’attenzione viene rivolta a Wall Street. Al momento il Dow Jones e lo S&P 500 stanno lasciando sul terreno due punti e mezzo percentuali, va ancor peggio al Nasdaq (-3,3%) affossato da Apple (-5,5%) che chiaramente è un titolo estremamente sensibile alla politica dei dazi che Trump si ostina a perseguire.