Antonio Anniballe, gestore del team Multi Asset Italia di GAM (Italia) SGR, spiega che l’utilizzo dei prodotti alternativi all’interno delle strategie multi asset svolge un’importante funzione di decorrelazione del portafoglio, utile a contenerne la volatilità. Nel corso del tempo però non sempre sono riusciti a svolgere questo compito in modo soddisfacente.

Il ruolo degli investimenti alternativi nei portafogli è sempre più rilevante, come dimostrato dai dati di raccolta degli ultimi anni. Dopo un decennio di mercato toro per le azioni e con tassi negativi sui governativi, l’argomentazione sulla necessità di costruire rendimenti “slegati dal mercato” acquisi­sce forza.

Gli alternativi presentano però uno spettro di strate­gie molto eterogeneo, da approcciare con cautela, come dimostrato dai risultati dell’anno passato - spiega Antonio Anniballe -. Dietro la promessa comune e rassicurante di un rendimento assoluto positivo, decorrelato dagli indici, tali prodotti risultano infatti comunque legati ad alcune dinamiche e “beta” di mercato. I long/short azionari, anche “market neutral”, sono ad esempio penalizzati in caso di frequenti rotazioni settoriali o di stile, come osservato negli ultimi anni, riservando in taluni casi la sgradevole sorpresa, anche in presenza di mercati laterali, di performan­ce ampiamente negative. Così i CTA soffrono nel caso di assenza di un trend definito di mercato: l’andamento volatile degli indici può portare queste strategie quantitative a “inseguire” gli umori instabili degli investitori, col risultato di trovarsi continua­mente mal posizionati. Infine prodotti a rendimento assoluto risentono innanzitutto dell’assenza di carry nel mondo obbligazionario.