Per chi ha bisogno di aprire un mutuo questo è il momento adatto per farlo. Per chi non può più sostenerlo, prima di chiedere il congelamento, il consiglio è di informarsi attentamente per un’eventuale surroga. Perché anche in questo caso, non esiste periodo migliore per poterla ottenere. Le prime stime di dati in realtà parlano chiaro. Per il primo trimestre 2020 l’ipotesi è una perdita di volumi erogati sui mutui tra i 3,5 e i 4 miliardi di euro.

Tuttavia, la buona notizia c’è. I tassi bancari permetteranno l’accesso ai finanziamenti a condizioni molto vantaggiose, sia per quello variabile sia per quello fisso. Con la sensazione che tale scenario resterà tale almeno fino alla fine dell’anno.

Mutuo e surroga: le mosse della Bce

D’altronde la congiuntura economica non lascia spazio a interpretazioni su quella che sarà la politica monetaria nel breve e nel lungo periodo. I tassi di riferimento del mercato del credito sono ai loro minimi storici. La Banca Centrale Europea ha confermato i valori già in voga, che vanno dallo 0% per quanto riguarda il saggio principale allo 0,25% per i prestiti marginali, mentre quello sui depositi è stato confermato in territorio negativo, a quota -0,5%. 

Mutuo e surroga incentivati dai minimi storici di Euribor ed Eurirs

Un quadro decisamente favorevole dunque, per coloro i quali stanno valutando l’accesso a un finanziamento. Il parametro utilizzato dalle banche per calcolare gli interessi da applicare su un mutuo, vale a dire l’Euribor (a tre mesi), ai primi di maggio è stato valutato a -0,29%, reduce dai minimi storici raggiunti nella metà dello scorso mese di maggio, a quota -0,5%. L’indice dunque interrompe la sua parabola discendente avviata nel luglio 2011, quando raggiunse il massimo assoluto pari a 1,6%.

Anche l’Eurirs a 25 anni, che è il parametro di riferimento per i prestiti a tasso fisso, è crollato ai minimi storici a metà marzo, e quindi nel momento in cui la pandemia del coronavirus era nel pieno della sua espansione, recueperando qualcosa verso la fine del mese di aprile, attestandosi a -0,14%.

Un’analisi di Tecnocasa conferma che, a queste cifre, raramente abbiamo assistito a tassi fissi così bassi nella storia del mercato dei mutui, soluzione che ancora oggi è la scelta preferita dagli italiani, secondo mutuionline, al 95%.

Effetto coronavirus sui mutui: crollo di volumi nel I trimestre 2020

E’ questo, come detto, il momento ideale per aprire un mutuo. Tuttavia, l’emergenza sanitaria e il lockdown deciso da Palazzo Chigi ha avuto un impatto negativo importante sui bilanci delle famiglie. Molte hanno perso il lavoro o in generale hanno subito riduzioni se non dimezzamenti degli stipendi.

Difficile immaginare un boom nel mercato del credito per quanto riguarda i cittadini italiani, complice un clima di incertezza, a partire dal reddito, che si protrarrà nel tempo, come hanno anche confermato in questi giorni Fed e Bce.

Ecco spiegata la stima già accennata in apertura, con l’ipotesi di una perdita di volumi erogati in mutui, per i primi tre mesi del 2020, che oscillerà tra i 3,5 e i 4 miliardi di euro.

Il 53% delle famiglie ha richiesto o sta per chiedere lo stop del mutuo

E infatti è già online sul sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze il nuovo modulo per le domande di sospensione delle rate dei mutui prima casa legati all’emergenza Covid19. Il provvedimento allarga la platea dei potenziali beneficiari, come previsto dalla Conversione in legge del cosiddetto Decreto Cura Italia, Legge 27/2020 pubblicata in Gazzetta Ufficiale.

Secondo facile.it più di una famiglia italiana su due (53% nel complesso) ha richiesto la sospensione dei mutui (17,3%) o comunque sta valutando di richiederla (35,7%).

Per quanto riguarda quest’ultimo dato, da segnalare che il 40% di chi ha intenzione di congelare le rate del mutuo risiede nel Sud Italia. Inoltre, la sospensione delle rate non solo è stata chiesta da piccoli imprenditori e partite Iva (36,5%), ma anche dal 35,1% dei lavoratori dipendenti, a conferma che l’emergenza riguarda tutte le categorie di lavoratori, non solo gli autonomi. 

Fondo di solidarietà: chi e come può sospendere la rata

Ammessa anche la sospensione dei finanziamenti in ammortamento da meno di 12 mesi mentre l’altra novità riguarda l’estensione al fondo di solidarietà per la prima casa ai mutui di importo fino a 400mila euro. Tale fondo consente la sospensione dei pagamenti fino a 18 mesi, con una durata massima in funzione dei giorni di sospensione del lavoro, o della riduzione dell’orario o dello stipendio.

Nel dettaglio, sospendere le rate è possibile fino a un massimo di 6 mesi, se il blocco o la riduzione del lavoro è durato tra i 30 e i 150 giorni lavorativi consecutivi, 12 mesi tra 151 e 302 giorni lavorativi consecutivi, 12 mesi tra 151 e 302 giorni, infine 18 mesi se la durata supera i 302 giorni lavorativi consecutivi.

Secondo i dati del 4 maggio pubblicati da Crif, società italiana che fornisce supporto all'erogazione e alla gestione del credito al consumo, in relazione alle settimane successive all’entrata in vigore del decreto ‘Cura Italia’, di marzo, le richieste di accesso alla moratoria in tema di finanziamenti rateali sono state 162.307. Di queste, circa 65mila riguardavano i mutui ipotecari per l’acquisto della casa.

Perché è meglio ricorrere a una surroga che al blocco del mutuo 

Tuttavia, la sospensione di un mutuo non è sempre una scelta conveniente. Congelare le rate può comportare l’aumento degli interessi da pagare alla ripresa dei pagamenti. Inoltre, andrebbe a crearsi un precedente per quanto riguarda il “pregiudizio” degli istituti di credito al momento di chiedere una surroga: le banche potrebbero non fidarsi, impedendone il trasferimento. Vero è che questa è ancora una situazione di emergenza, dunque, ogni decisione “attendista” da questo punto di vista non andrebbe giudicata, visto anche l’avvitamento del Pil.

Il consiglio rimane comunque quello di ricorrere, prima di valutare la sospensione delle rate, alla sostituzione del proprio finanziamento, perché i bassi tassi di interesse non agevolano solo chi vuole acquistare una nuova abitazione. “Prima del blocco -fanno sapere da Tecnocasa- la domanda di surroga era in forte aumento e tutto lascia presupporre il fatto che tale crescita non sia destinata ad esaurirsi, ma che possa proseguire alla luce dell’interessante offerta bancaria”.