Facciamo come la Svizzera. Facciamo come suggerisce la Germania. Facciamo che introduciamo in Italia la tassa patrimoniale una volta per tutte. A modo suo, riecco Carlo De Benedetti. Riecco l'ex editore del Gruppo Gedi Editoriale, che torna a parlare, e a far parlare di sé qualche settimana dopo l'annuncio del lancio di un nuovo quotidiano in Italia, atteso per il prossimo autunno: “Domani”, diretto da Stefano Feltri.

De Benedetti: tassa patrimoniale impopolare ma giusta

“Penso a una tassazione patrimoniale dello 0,8% all’anno. Una percentuale a mio modo di vedere adeguata, perché darebbe un segnale forte nella risoluzione delle disuguaglianze. Ritengo che la patrimoniale sia impopolare, ma giusta”. 

Così si è espresso Carlo De Benedetti ospite di Otto E Mezzo di Lilli Gruber, su La7. L’imprenditore cita proprio la Svizzera, paese di cui ha origini, dove la patrimoniale esiste e dove, parole di De Benedetti: “E’ una tassa che può essere utile per risolvere il problema di disuguaglianze sociali, come il paese elvetico dove non ci sono pericolosi comunisti”.

Il concetto di una tassazione uguale per tutti, peraltro, era già stato proposto dalla Germania: un'idea diffusa dal giornale Manager Magazine, secondo cui l'idea del 14% di patrimoniale uguale per tutti sarebbe stata studiata direttamente dal Bundestag da applicare in Italia. 

De Benedetti e Conte: sue visioni diverse sulla tassa patrimoniale

L’argomento è stato affrontato anche durante gli Stati Generali che si sono tenuti a Villa Pamphilj nella città di Roma. Fondamentali per il premier Giuseppe Conte per compattare l’Italia e riorganizzare le idee in vista della ripresa totale delle attività economiche per l’Italia. Inutili, per Carlo de Benedetti. Buoni per fare da passerella per il presidente del Consiglio e per il suo portavoce, Rocco Casalino. E niente di più: "Dal mio punto di vista è stata una totale perdita di tempo”. E’ evidente che la posizione dell’imprenditore nei confronti di Giuseppe Conte non è delle più accomodanti.

“Penso sia una persona che non ha una visione -aggiunge infatti-. Ma da parte mia non c’è nessuna prevenzione nei suoi confronti. Non ho un’opinione sull’attuale presidente del Consiglio”.

Per qualcuno una stoccata. Resta il fatto che Conte, proprio durante gli Stati Generali, ha escluso che la patrimoniale sia uno dei temi allo studio del governo nonostante durante una delle conferenze stampa tenute durante il lockdown avesse aperto a una soluzione del genere. Dunque, almeno da questo punto di vista, le due parti sono ben lontane.

Tassa patrimoniale sì, abbassare l'Iva no. Così De Benedetti in tv

Così come lo sono anche sull’Iva, dopo aver completato la sua posizione sugli Stati Generali: "Non capisco il motivo per cui l'Italia e questo governo debbano essere più forti dopo gli Stati Generali -ha detto De Benedetti-. Questa kermesse serve solo e soltanto alla gloria di Conte e a quella di Casalino. “Abbassiamola, anche se di poco e a tempo determinato” ha detto il premier. De Benedetti però non ci sta. 

“E’ una sciocchezza. E’ come se volessimo inviare il segnale che invece di metter mano ai propri conti, vogliamo solo limitarci a una mancia. Dieci miliardi sono un’inezia ed è la dimostrazione che la maggioranza non ha un progetto chiaro e preciso per il paese”.

Come ha già avuto modo di dire Vittorio Feltri durante la rubrica "Parola al Direttore" di Le Fonti Tv, così ribadisce il concetto anche Carlo De Benedetti: “Il Covid 19 non ci ha fatto diventare più buoni, anzi, la gente è incazzata. E così le cose è difficile che cambino”. 

La posizione di De Benedetti su Confindustria

Ne ha per tutti, Carlo De Benedetti. E infatti non manca anche l’attacco a Confindustria, al presidente Carlo Bonomi. E anche al Sole 24 Ore: 

"Qualche giorno fa ho rilasciato un'intervista per il quotidiano di Confindustria. Il giorno successivo è uscito un editoriale del direttore di Domani Stefano Feltri in cui criticava il presidente di Confindustria Bonomi. A quel punto, ho scoperto che la mia intervista al Sole è stata cancellata".

De Benedetti ha aggiunto di aver successivamente scritto al direttore Tamburini per avere spiegazioni, senza però aver ricevuto alcuna risposta. Chiude l'imprenditore: "Hanno censurato un'intervista che non parlava nemmeno di Confindustria ma solo del mio nuovo giornale".

Domani, il giornale di De Benedetti fa già bei numeri e ancora deve uscire

Già oltre settecento abbonamenti a quattro mesi dall’uscita del primo numero, e oltre 2.500 iscritti alla newsletter del direttore Stefano Feltri. Secondo le prime indiscrezioni, l'idea è di riproporre una linea editoriale molto simile alla prima versione de "La Repubblica", quando il direttore era Eugenio Scalfari. Nella nuova redazione, secondo le indiscrezioni riportate da Linkiesta, ci sono giornalisti provenienti da Il Foglio, l'Espresso, il Gruppo Gedi, Il Manifesto e Il Post. Niente da fare per quanto riguarda Selvaggia Lucarelli, che dovrebbe rimanere al Fatto Quotidiano.