Giornata nella quale serpeggiava il nervosismo: è il momento di prendere profitto … o questa cuccagna non è ancora finita? Dopo che Piazza Affari aveva viaggiato in territorio positivo praticamente per l’intera seduta aveva terminato le contrattazioni appena sotto la linea della parità, ma nell’asta di chiusura gli istituzionali hanno tirato fuori gli ordini di acquisto che gli erano rimasti in tasca.

Ribassi contenuti nelle altre principali Piazze borsistiche del Vecchio Continente: Londra (-0,2%), Parigi (-0,1%) e Francoforte (-0,1%).

Il nostro Ftse Mib (+0,13%) è risultato così anche oggi il migliore. Best performer di giornata e best performer della settimana Telecom Italia (+3,45%) conclude la seduta sul massimo di giornata.

Ottava da incorniciare anche per Finecobank (+2,58%), ma il maggior contributo al nostro indice principale è arrivato da Eni (+1,73%), positiva anche Tenaris (+1,06%), mentre ha concluso in calo Saipem (-1,05%).

Giornata contrastata per i titoli del comparto bancario, in guadagno Bper Banca (+1,69%), Mediobanca (+0,77%), Banco BPM (+0,65%) ed Unicredit (+0,23%), in calo Intesa Sanpaolo (-0,84%) ed Ubi Banca (-0,93%).

Nuovi record storici per Hera (+1.15%), Terna (+0,47%) e Ferrari (+0,17%).

E’ arrivato lo storno, ed è stato anche pesante, per Atlantia (-4,31%) penalizzata dal nuovo sistema dei pedaggi approvato dall’autorità dei trasporti.

Le prese di profitto hanno poi riguardato Diasorin (-2,38%) ed Amplifon (-3,12%).