Finale di settimana a tutto gas per Telecom Italia che, dopo aver chiuso la sessione di ieri con un ribasso di quasi il 2%, oggi ha messo a segno un deciso rialzo, conquistando la prima posizione tra le blue chips.

Telecom Italia in rally con forti volumi di scambio

Il titolo, che ha sovraperformato con decisione il Ftse Mib ha terminato gli scambi a ridosso dei massimi intraday, fermandosi a 0,38 euro, con un rally del 3,54%.

Gli acquisti oggi sono stati alimentati da volumi di scambio decisamente alti, basti pensare che a fine sessione sono transitate sul mercato quasi 220 milioni di azioni, contro la media degli ultimi 30 giorni pari a circa 124 milioni di pezzi.

Telecom Italia: focus è su rete unica. Mediobanca continua a tifare

Telecom Italia oggi ha spiccato il volo in attesa di sviluppi sul fronte della rete unica che ormai da qualche settimana è tornato ad essere il tema dominante.

Gli investitori scommettono in questa direzione dopo che nei giorni scorsi Enel ha confermato di aver ricevuto da Macquarie un'offerta non vincolante per l'acquisizione, in tutto o in parte, della quota del 50% di Open Fiber posseduta dal colosso elettrico.

Come evidenziato dagli analisti di Mediobanca Securities, questo accordo, unitamente a quello che Teleco Italia sta implementando con Kkr, potrebbe facilitare l'implementazione di una rete fissa unica e ciò rappresenterebbe un forte catalizzatore per la storia azionaria di Telecom Italia.

In attesa di novità, gli esperti di Mediobanca Securities ribadiscono la raccomandazioni "outperform" sulle azioni dell'ex monopolista italiano, con un prezzo obiettivo a 0,68 euro.

Telecom Italia: per Equita rete unica ha chance di successo

A puntare su Telecom Italia è anche Equita SIM che oggi ha reiterato la raccomandazione "buy", con un target price a 0,47 euro.
La SIM milanese ha presentato oggi una nota con alcune simulazioni sulla rete unica.

Gli analisti ritengono che l’operazione abbia buone probabilità di esecuzione e che possa avvenire come aggregazione tra Open Fiber e FiberCop, il veicolo in cui sarà conferita la rete secondaria di Telecom Italia e in cui entrerà KKR con il 40%.

Telecom Italia: rete unica ha senso per diversi motivi. Ecco quali

Per gli esperti di Equita SIM, l’operazione può avere molto senso per diversi motivi.

In primis, nelle simulazioni della SIM il deal porterebbe Telecom Italia a una quota di minoranza,ma rilevante (vicina al 50%), nella combined entity e Cassa Depositi e Prestiti ad una quota di minoranza significativa (vicina al 20%), un obiettivo del Governo secondo gli esperti.

In secondo luogo, l'operazione tra Telecom Italia e Open Fiber può avere l’approvazione dalle autorità regolatorie, dato l’atteso deconsolidamento dell’asset da parte del gruppo telefonico.

A ciò si aggiunga che il deal metterebbe in sicurezza il business wholesale di Telecom Italia, rimuovendo un rischio competitivo di medio termine e generando sinergie importanti che gli analisti stimano vicine a 2 miliardi di euro.

Inoltre, il deal farebbe emergere il valore dell’asset FiberCop di TIM, oggi annegato nel gruppo e con un più alto rischio competitivo e quindi implicitamente prezzato come il resto del gruppo a 5 volte il rapporto enterprise value/EBITDA 2020, mentre post deal sarebbe una quota in una rete unica che può meritare multipli ben più elevati.

Infine, senza FiberCop, Telecom Italia sarebbe un gruppo con multipli più attraenti e con un po' meno leverage.

Telecom Italia: deal con Open Fiber, sensitività

Nella nota diffusa oggi gli analisti evidenziano che al loro fair value di Open Fiber (4,8 miliardi di euro), il deal creerebbe un 10% di valore rispetto al loro target dal merger e un 20% dall’emersione di valore su FiberCop.

Alle valutazioni che secondo Bloomberg Macquarie avrebbe riconosciuto a Open Fiber nell’offerta non vincolante, ossia 7 miliardi di euro, il merger distruggerebbe valore per Telecom Italia (100 milioni di euro), mentre la potenziale rivalutazione del valore di FiberCop potrebbe comunque portare un 20% di upside al target di Equita SIM.