Torna a contrattare Wall Street dopo la festività della vigilia, ma prevalgono le preoccupazioni per la crescita economica mondiale ed allora ecco che dopo un inizio d’anno col botto forse è arrivato il momento di essere maggiormente prudenti.

I dati poco lusinghiere del colosso bancario svizzero UBS hanno influenzato il sentiment del mercato che ha preferito così vendere il settore, ed ovviamente a farne maggiormente le spese è stata la nostra Piazza Affari il cui listino principale è fortemente sbilanciato verso il comparto.

Male anche Londra (-1,0%), mentre Parigi (-0,4%) e Francoforte (-0,4%) hanno maggiormente limitato le perdite.

Il nostro Ftse Mib (-1,03%) ha visto soltanto tre titoli salvarsi dalle vendite, la solita Juventus (+0,74%), Atlantia (+0,35%) per la quale sembra allontanarsi lo spettro della possibile perdita delle concessioni autostradali in Italia, ed Unipol (+0,15%) interessata da possibili dismissioni.

Per il resto solo segni meno.

Precipita negli abissi Telecom Italia (-6,24%), probabilmente non giovano neppure i rapporti sempre più tesi fra Francia ed Italia, ma il crollo odierno è da mettere in relazione a due report negativi arrivati il primo da HSBC ed il secondo da Exane.

Brusco dietro-front anche da parte di Stmicroelectronics (-3,41%), il Nasdaq al momento scende di un punto e mezzo percentuale.

Ed eccoci al comparto bancario, Banco BPM (-2,69%), Unicredit (-2,14%), Ubi Banca (-1,97%), sono state pesantemente vendute, mentre Intesa Sanpaolo (-0,61%), Bper Banca (-0,55%) e Mediobanca (-0,33%) hanno maggiormente limitato le perdite.