Roberto Rossignoli, Portfolio Manager di Moneyfarm, spiega che in primo luogo, la possibilità di vedere più riprezzamenti, in rapida successione, del percorso di rialzo dei tassi iniziato dalla Fed. In secondo luogo, gli indicatori macroeconomici iniziano a mostrare qualche segno di stanchezza. Infine, in Italia il nuovo governo, di qualsiasi colore sia, non potrà fare a meno di prescindere dal tenere sotto controllo il rischio sul debito.

L’aumento della volatilità è stato sicuramente l’evento principale sui mercati finanziari nelle scorse settimane. Molto si è parlato delle cause di breve termine. Tuttavia, vista la nostra filosofia di investimento, preferiamo concentrarci sulle dinamiche macroeconomiche che, a nostro avviso, stanno muovendo i mercati causando il ritorno della volatilità.

Il rialzo dei tassi

In primo luogo, quello a cui abbiamo assistito dall’inizio dell’anno è stato il riprezzamento del percorso di rialzo dei tassi iniziato dalla Fed - spiega Roberto Rossignoli -. Al primo di gennaio il consenso dei mercati era orientato verso due rialzi ma ora gli operatori iniziano a incorporare nei prezzi 3 rialzi. Ad ascoltare il discorso inaugurale di Jerome Powell sembra invece che salvo catastrofi nel vedremo quattro. Non è la prima volta che ci troviamo di fronte alla possibilità di vedere più rialzi in rapida successione. Da dicembre 2016 a giugno 2017 avevamo per esempio visto 3 rialzi. All’epoca però l’inflazione in tutto il mondo stava scemando e l’appiattimento degli indicatori che misurano le aspettative sui tassi d’interesse mostra come i rialzi non fossero visti come strutturali.