Dopo le ultime sedute in calo, Piazza Affari tenta di risalire la china. Poco prima delle 13 il Ftse Mib registrava un attivo pari a +0,4%, ovvero 19.435 punti. Il resto d'Europa vedeva, invece, il Ftse100 a +0,8%, il Cac40 a 0,4% e il Dax a 0,36%. 

L'aiuto della Cina

A dare una mano ai mercati è stata, a livello generale, la Cina che ha ritorvato i numeri incoraggianti delle esportazioni in rialzo: a settembre il surplus commerciale con gli usa è tornato a livelli record: +14,5% a/a, un risultato che va oltre le attese ferme all'8,9% secondo sondaggi Reuters. Un dato che se da un lato potrebbe far riesplodere la guerra commerciale con Washington, soprattutto in considerazione del fatto che parte del successo è stato ottenuto con la svalutazione dello yuan sul dollaro (ai minimi del 2008), dall'altro confermerebbe la capacità ancora attiva di Pechino di rifornire di merci il resto del mondo nonostante i dazi. Eppure per gli analisti il dato è da prendere con cautela dal momento che quello di settembre è stato un risultato raggiunto anche grazie alla consapevolezza che le tariffe doganali non erano ancora viste come particolarmente pericolose.

La questione Treasury

Chi invece è stato visto come dirompente, in questi ultimi giorni, è stato il rendimento del Treasury Usa, arrivato a superare il 3,2%, su un titolo che, di fatto, soprattutto in virtù di uno stato di salute economica pressochè perfetto, è risultato agli occhi degli investitori come un investimento a rischio 0. La prima conseguenza, temuta non poco, è stata quella di una migrazione di capitali dall'azionario all'obbligazionario con conseguente crollo delle quotazioni. Anche perchè l'equity a stelle e strisce, attualmente, è giudicato caro attraverso quasi tutti i parametri di valutazione: il rapporto prezzo/utili ad esempio, è il doppio degli altri mercati a livello mondiale, il tutto mentre il Msci World, a sua volta, è in negativo del 4,4%. In parallelo si registra un calo delle cedole da dividendo, il che favorisce immediatamente la scelta, da parte degli investitori, di un bond Usa, praticamente sicuro, rispetto ad un'azione che deve affrontare il cambio di rotta della Fed e le incertezze di una guerra commerciale Usa-Cina che non accenna a smorzarsi.