L’inebriante festa che sui mercati azionari ed obbligazionari si è tenuta mercoledì, offerta dalle scelte politiche europee sui 5 “top jobs” (i posti di comando) delle istituzioni della UE, ieri è stata seguita da una giornata di riposo assoluto da parte dei principali mercati globali, che hanno dovuto digerire la sbornia. Wall Street è stata addirittura chiusa per il tradizionale Independence Day, il giorno della celebrazione della potenza militare americana e della retorica militaresca che giustifica le numerose guerre combattute, ancor oggi, dai marines in giro per il mondo. Oggi ripartirà dalla invidiabile posizione di chi ha appena realizzato un “triplete”, cioè il massimo storico sui 3 indici principali di Wall Street; SP500, Dow Jones Nasdaq100. Tutti e tre, oltretutto, sono a pochissima distanza da livelli psicologici da libri di storia, che costituiscono il primo obiettivo da raggiungere, magari addirittura oggi: 3.000 punti per SP500, 27.000 punti per Dow Jones e 8.000 punti per Nasdaq100.  

L’Europa ha ritenuto di aver osato fin troppo il giorno precedente, quando la scelta dell’elegante duo femminile “Ursula & Christine”  alla guida della macchina politica (Commissione UE) e monetaria (BCE) ha garantito ai mercati una spinta verso il rigore dei bilanci (per merito della tedesca Von der Leyen) e la continuità, se non addirittura una estensione della benevolenza monetaria da parte della  colomba francese Lagarde, che siederà per 8 anni sulla poltrona del principe dei banchieri centrali, l’italiano Mario Draghi, che passerà alla storia per essere il primo banchiere centrale che non ha mai alzato i tassi di interesse.