Giornata di realizzi sulle Borse occidentali, gli investitori hanno forse riflettuto maggiormente sulle parole pronunciate ieri da Draghi. Il Presidente della Bce, come di consueto, non ha deluso il mercato, rinviando per l’ennesima volta la conclusione del Qe, ha poi cercato di tranquillizzare gli investitori dicendo che comunque ci sono sempre misure espansive che si possono attuare, ma a mente fredda il mercato oggi ha ritenuto che dietro termini melliflui la sostanza è che più di così non può fare.

Forse anche per questo motivo oggi il cross Eur/Usd è risalito, l’obiettivo della parità fra le due più importanti monete al mondo rimane un miraggio ed anche quota 1,10, che secondo diversi analisti sarebbe stata raggiunta in tempi brevi, rimarrà eventualmente solo un target di lungo periodo.

Parigi (-0,5%) e Francoforte (-0,7%) hanno limitato maggiormente i realizzi, Londra (-1,7%), invece, è stata penalizzata dalle pesanti vendite che hanno riguardato il comparto delle materie prime.

Al momento anche New York non sfugge alle vendite, ed a farne le spese è soprattutto il Dow Jones.

Il nostro Ftse Mib (-1,32%) è stato trascinato al ribasso in particolare dal settore petrolifero. Uno tsunami di vendite ha investito oggi Tenaris (-4,56%) e Saipem (-4,18%), ma non ha risparmiato neppure il colosso Eni (-2,30%) che lascia sul terreno, con gli interessi, quanto guadagnato alla vigilia.

Giornata nera anche per i bancari, le Popolari ne hanno fatto maggiormente le spese: Ubi Banca (-3,19%), Bper Banca (-2,62%) e Banco BPM (-1,93%), ma non possono cantare vittoria Intesa Sanpaolo (-1,79%), Unicredit (-1,46%) e Mediobanca (-1,22%).