Marco Piersimoni, Senior Investment Manager di Pictet Asset Management Italia, spiega che i solidi dati macroeconomici (ISM@60), i prezzi del petrolio in crescita e un cambiamento inatteso nella retorica  da parte del Presidente della FED Powell (“La FED è ancora lontana  dal raggiungimento del livello neutrale dei tassi di interesse”) hanno spinto al rialzo la curva dei rendimenti statunitense. Dall’inizio del mese  di settembre, i tassi nominali a 10 anni sono aumentati di 30 bps, con un il livello di breakeven dell’inflazione stabile; i tassi reali hanno superato la soglia dell’1% per la prima volta dal 2011.

Sul fronte politico americano, le recenti  notizie sono meno rassicuranti - spiega Marco Piersimoni -. Il confronto  tra Cina e USA ha raggiunto un nuovo livello di criticità dopo le accuse che il Vice-Presidente Pence ha rivolto alla Cina parlando di “influenza e interferenza maligna” nelle elezioni americane, accuse che hanno gettato benzina  sul fuoco della guerra commerciale. Inoltre, Trump ha criticato  aspramente la FED per le sue recenti  decisioni di politica monetaria (“Penso  che la FED stia commettendo un errore. Sono così restrittivi. Penso  che la FED sia impazzita”). Sembra  improbabile che la campagna verso le prossime elezioni di medio termine  possa  portare a una stabilizzazione della situazione: il partito Repubblicano ha una condivisa avversione nei confronti della Cina, e alcuni esponenti considerano apertamente la FED responsabile di una mancanza di sorveglianza  o addirittura della turbolenza stessa dei mercati  (Trump), al fine di rafforzare la tendenza positiva del consenso nei confronti di Trump.