Il patron di Tesla, Elon Musk, secondo l'ultima classifica degli uomini più ricchi al mondo è al 7° posto, scavalcando Warren Buffet, e guadagnando posizioni su posizioni dal 2018 quando occupava solo la posizione n.41.

Con una capitalizzazione di 389 miliardi di dollari, Tesla ha ormai raggiunto colossi come Procter&Gamble e WalMart. Le idee visionarie di Musk, dall'auto elettrica, al camion elettrico, fino al primo shuttle privato nello spazio e all'ultima rilevazione di un microchip sottile quanto un capello per la riabilitazione neurologica, collegati alle forti iniezioni di liquidità delle banche centrali, sono i punti di forza di una società che continua a guadagnare. Lo smacco subito a settembre di essere fuori dall'indice S&P500 è stato sanato: dal 21 dicembre anche Tesla entrerà nell'Olimpo delle 500 grandi aziende americane.

Tesla: il motivo della scalata

Al fine di essere accessibile agli investitori, Tesla ha deciso di dividere la sua azione, attraverso un'operazione di split. Ciò nonostante, in un anno (tra settembre 2019 e 2020) il valore della singola azione è cresciuta di oltre il 750%. 

Sicuramente l’hi-tech americano è stato il principale beneficiario degli investimenti sia degli investitori istituzionali che privati. Ricordiamo ad esempio il colosso giapponese SoftBank che di recente ha investito circa 3,9 miliardi di dollari in 25 delle più grandi aziende tecnologiche del mondo tra cui Amazon, Tesla, Netflix e Alphabet.

Ricordiamo che Tesla ha diviso le sue azioni in un rapporto di 5:1 il 31 agosto. Da quel momento in poi le azioni hanno dapprima aumentato del 12%, e poi perso più del 5% dopo che il maggiore azionista “esterno” della società, Ballie Gifford, ha ridotto la sua quota. Alla notizia dell'ingresso imminente nell'indice S&P500, le azioni Tesla sono aumentate del 13%.

Tesla reggerà al suo indebitamento?

Nel periodo 2017-2019 il fatturato è aumentato del 109,02% mentre il margine operativo lordo è passato da 3,92 a 2.085,00 milioni di USD con una crescita dell'Ebitda margin di 8,45 punti. Il risultato operativo è cresciuto del -95,77% a -69,00 milioni di USD e l'utile di esercizio ha raggiunto quota -775,00 milioni di USD (+-65%). Gli indicatori di redditività vedono un incremento del ROI di 12,68 punti al -0,46% e una crescita del ROE di 32,42 punti al -10,38%. Dal punto di vista patrimoniale si registra un miglioramento del rapporto debt to equity che passa da 1,37 a 1,01, risultato di un patrimonio netto di 7.467,00 ed un indebitamento finanziario netto di 7.548,00 milioni di USD. Si ricorda che il debt equity ratio o rapporto tra debito e capitale individua in un’impresa la relazione tra il totale delle passività sociali e i mezzi propri, anche noti come capitale dei soci.

Investire in Tesla? Leggiamo i numeri

I conti del secondo trimestre 2020 come da report emesso dalla società Tesla evidenziano un netto miglioramento della redditività. Ma anche il terzo trimestre continua a dare retta alle strategie di Elon Musk. Il periodo luglio-settembre 2020 registra un fatturato in crescita a 8,77 miliardi di dollari (contro i previsti 8,36, in rialzo del 38% sui precedenti 6,33) e un risultato netto più che raddoppiato a 331 milioni di dollari, ovvero 27 centesimi per azione (76 centesimi al netto delle partite straordinarie contro le attese di 57 centesimi), dai 143 milioni di dollari dello stesso periodo dell’anno scorso.

Si è registrato il quinto trimestre consecutivo di profitti. Da inizio anno, l' utile netto della società si attesta a 451 milioni di dollari, ed un EBITDA del 20%. Questi dati incoraggianti si inquadrano in un contesto che ha visto la chiusura degli stabilimenti di Fremont e ad un mercato dell'auto americano in calo del 9,7% rispetto all’anno prima per i timori dei consumatori di fronte a un’economia colpita duramente dalla pandemia.

L'analisi sui 12 mesi, mostra comunque che le azioni Tesla hanno guadagnato 88,97% (fonte Ilsole24ore)

I piani futuri di Tesla

Secondo le stime della società, i progressi della prima metà dell'anno pongono basi solide per una seconda parte dell'anno di successo, grazie anche ai piani di costruzione di 3 altri stabilimenti in 3 continenti in modo simulataneo.

Gli investitori poi si attendono un importante sviluppo di Tesla nel mercato cinese. Pechino infatti è un mercato chiave per la Tesla, e la società californiana sta incrementando la produzione in questo Paese dopo aver iniziato le consegne dal suo massiccio stabilimento di Shanghai intorno all’inizio dell’anno. Diversi esperti del settore infatti ritengono che la penetrazione di questa tipologia di veicoli è destinata a crescere significativamente nei prossimi 12-18 mesi.

Per la fine dell'anno si attende che il numero totale delle auto elettriche Tesla vendute nel mondo sia di 500 mila unità.

Vediamo continuare a crescere l’interesse nelle nostre auto e nei nostri prodotti e siamo concentrati sulla prossima fase della nostra crescita, afferma Tesla in una lettera agli azionisti.

Tesla entra nell'Olimpo di S&P500

Se a Settembre, come una doccia fredda, Tesla non era stata inclusa nel club delle 500 grandi aziende americane, i numeri hanno dato ragione. E S&P Dow Jones Indeces ha comunicato alla società che dal 21 dicembre entrerà nell'indice S&P500. La costante generazione di profitti, il superamento delle stime nelle consegne delle auto elettriche e sicuramente la chisura del 2020 come primo anno in utile, sono stati gli elementi che hanno condotto l'indice Dow Jones a premiare Elon Musk, che nel frattempo ha dichiarato di essere positivo al Covid. 

Già a settembre, all'agenzia finanziaria Bloomberg, un portavoce della S&P Dow Jones Indices, che cura l'indice di Borsa, aveva spiegato che le revisioni del paniere non erano necessariamente trimestrali e che ulteriori modifiche si sarebbero poture verificare in qualsiasi momento. Ora Tesla è nel S&P500. 

Come Tesla è entrata nel S&P500 

Affinché una società possa diventare new entry dello S&P, deve presentare alcune caratteristiche, come: avere sede negli Usa, avere una capitalizzazione di mercato di $8,2 miliardi, essere molto liquida, aver messo almeno il 50% delle sue azioni a disposizione del pubblico, e aver riportato utili nel suo ultimo bilancio trimestrale. Ancora, la somma degli utili riportati nei quattro trimestri precedenti deve essere positiva. Tutti criteri che Tesla ha rispettato, anche l'ultima operazione di split 5:1 per rendere più accessibile le sue azioni.

Le continue performance e l'attesa di un eventuale ingresso avevano già spinto le azioni del gruppo californiano a quadruplicare il loro valore da inizio anno. Fino a essere incoronata regina globale della capitalizzazione di mercato tra le case automobilistiche, sorpassando anche prima Volkswagen e poi Toyota pur molto più grandi come produzione e vendite.

Perchè Tesla era stata esclusa dal S&P500?

Secondo il co-fondatore di DataTrek Research Nicholas Colas, l'ingresso di Tesla nel paniere S&P500 avrebbe potuto creare problemi all’indice ETF che replica lo S&P.

 

Il primo problema è che Tesla avrebbe immediatamente un’incidenza di circa l’1,5% sullo S&P 500, aumentando così ulteriormente il già consistente ascendente che pochi nomi tech hanno sul trend del listino. In più, il trading di Tesla, relativo al solo anno scorso, dimostra quanto il titolo sia molto più volatile di qualsiasi altra mega-cap stock che abbia un’alta incidenza nel listino. La sua inclusione renderebbe così l’indice S&P 500 più volatile nel corso del tempo, soprattutto se/quando i timori di una bolla sul titolo dovessero essere confermati. Si tratta di una società tra l’altro non molto redditizia, se si considera che i suoi utili provengono soprattutto dalla vendita dei crediti green, (che ha portato molti a parlare di trucchi contabili) che non da margini operativi.

Cosa ne pensano gli analisti

Secondo il top manager della New Construction, nonchè importante investment researcher, in un'intervista rilasciata alla Cnbc, il titolo Tesla è sopravvalutato.

Trainer ha in particolar modo osservato che il prezzo delle azioni implica una quota di mercato compresa tra il 40% e il 110% sulla base del prezzo medio di vendita. Oggi Tesla ha l'81% della quota di mercato americano di auto elettriche 

Al suo attuale prezzo di vendita medio di 57.000 dollari e ipotizzando 10,9 milioni di vendite di auto entro il 2030, ciò implica una quota di mercato del 42%, dice Trainer.

Dunque, Trainer è stato ancora più esplicito, definendo Tesla come un castello di carte che potrebbe essere pronto a crollare.

Ha poi aggiunto che il suo recente stock split potrebbe rivelarsi pericoloso per i nuovi investitori che entrano sul mercato. I frazionamenti azionari sono irrilevanti per il valore. Non cambiano le dimensioni, ma le dividono in più pezzi. Onestamente, considero lo stock split come un modo per attirare più investitori inconsapevoli nel tentativo di inseguire questo stock e questa non è una vera strategia, ha detto Trainer.

Di 36 analisti che seguono il titolo, i giudizi sono 6 per il buy, 17 hold e 13 analisti consigliano di vendere. 

L'investimento in Tesla è rischioso?

Come ogni investimento anche quello nelle azioni e obbligazioni di Tesla ha un suo rischio. Esso deriva anche dal fatto che il titolo ha avuto dei forti balzi e perchè uno degli indici che valutano la congruità dell'aspettativa di crescita è il rapporto prezzo dell'azione con utili. Per Tesla la stima 2020 del P/E è di 435.09 tendendo a scendere nel 2022 a 90.89. 

Le case automobilistiche americane come General Motors e Ford hanno rispettivamente un P/E di 5,58 e 6,34. Dunque quello di Tesla è errato? Può essere una bolla? 

 

Rispondere a questa domanda non è facile poiché una bolla può essere definita tale solamente ex-post, ma analizziamo degli elementi. Da un lato, Tesla rappresenta una società molto innovativa in un mercato in forte sviluppo. L’analisi dei multipli porta a pensare a una sopravvalutazione dovuta all’euforia. Pertanto, adottando questa visione, Tesla non sarebbe diversa dalle azioni della bolla Dot-Com: attrattiva in quanto lanciata in un mercato “futuristico”La performance degli ultimi 5 trimestri, mostrano una Tesla che migliora progressivamente nel tempo. La chiusura del 2020 in utile è un altro indicatore di buona salute. Ma secondo  Mario Gabelli, economista e filantropo di New York, questo scenario non basterebbe a sostenere l’attuale prezzo delle azioni Tesla.