Sono da incubo i conti della Tesla Motors di Elon Musk, che continua a bruciare denaro più che mai, archivia il trimestre estivo con il più pesante rosso di bilancio di sempre, e soprattutto sposta ancora in avanti gli ambiziosi target produttivi per la sua Model 3: l'auto elettrica con cui punta a fare il grande salto da costruttore di nicchia a produttore di massa. 

Si allarga il rosso

L’azienda californiana ha annunciato ieri sera dopo il close di Wall Street di aver chiuso il terzo trimestre con una perdita netta di 671,45 milioni di dollari - pari a una perdita per azione di 3,7 dollari - rispetto all’utile di 30,01 milioni del terzo trimestre del 2016: nella versione adjusted, con l'esclusione cioé delle componenti straordinarie, la perdita per azione è stata di 2,92 dollari, molto peggio rispetto alla stima di consenso di 2,23 dollari.

Peggiori del previsto anche i dati sul free cash flow (negativo) dell'azienda di Palo Alto: per finanziare gli investimenti del suo impianto di produzione californiano di Fremont e della "gigafactory" di batterie in Nevada, Tesla ha bruciato nel terzo trimestre 1,42 miliardi di dollari. Più dei 1,16 miliardi del trimestre precedente e oltre il pronostico del mercato di 1,2 miliardi.

Salgono invece più delle attese i ricavi, che raggiungono quota 2,98 miliardi dai 2,79 miliardi del periodo periodo luglio-settembre del 2016 e contro una stima di consenso a 2,39 miliardi.

Nuovi ritardi di produzione

A peggiorare le cose, Musk ha anche confermato di aver sbagliato le previsioni e ha annunciato che si allungano i tempi per la platea di oltre 500 mila potenziali clienti in lista d'attesa per la Model 3, la nuova berlina economica che affianca da quest'estate le più costose Model S e Model X. La società stima adesso di poter produrre circa 5000 auto a settimana nell'ultima parte del primo trimestre 2018 - e non più già alla fine del 2017 come precedentemente preventivato.