Seduta all'insegna della debolezza oggi per Telecom Italia dopo che Standard&Poor's ha deciso di peggiorare da stabile a negativo l'outlook sulla compagnia telefonica. Gli analisti dell'agenzia di rating prevedono ricavi in calo e incertezza sia sul mercato di riferimento che su transazioni da finalizzare (probabile riferimento al dossier rete unica). S&P fa notare che potrebbe peggiorare il rating di Telecom (attualmente a BB+) se la leva finanziaria 2020 non si manterrà al di sotto di 4,2 volte o se i ratios relativi al credito subiranno modifiche.

La rete unica con Open Fiber e l'incognita Enel

Il progetto di realizzazione della rete unica nazionale in banda larga è a un punto fermo. La volontà, anche politica, di crearla c'è ma resta un passaggio fondamentale da mettere a punto e fino a questo momento non si è riusciti a trovare la quadra per superarlo: il coinvolgimento di Open Fiber (OF). Il gruppo che sta costruendo una rete in fibra concorrente con quella di Telecom è controllato pariteticamente da Cdp ed Enel. Cdp è anche azionista di riferimento di Telecom e vuole realizzare il progetto. Enel intende uscire di scena monetizzando al massimo il 50% di OF.

Open Fiber: l'ingresso di Macquarie rappresenta un rischio

Enel ha ricevuto per il 50% di OF un'offerta vincolante di Macquarie da circa 3 miliardi di euro (scade alla fine della prossima settimana), cifra ritenuta vantaggiosa dagli analisti. Quindi per quanto riguarda Enel l'affare potrebbe essere fatto ma non è dato sapere come si comporterà Macquarie al tavolo delle trattative con Telecom e Cdp sulla rete unica. Si tratta di un rischio forse troppo alto da correre per cui anche il Ministero dell'Economia si sta cercando una soluzione alternativa. Quella teoricamente più semplice sarebbe il subentro Telecom-Cdp in OF al posto di Enel, ma questo vorrebbe dire un esborso non indifferente per il gruppo telefonico, già oltremodo indebitato e messo in allerta dalla mossa di S&P.

KKR il jolly per superare l'impasse 

L'ancora di salvezza, secondo quanto riferito da MF Milano Finanza, potrebbe essere un intervento di KKR a fianco di Cdp e Telecom. Il private equity americano è recentemente entrato in FiberCop, la newco dove confluiranno la rete secondaria di TIM (dall’armadio di strada alle abitazioni dei clienti) e la rete in fibra sviluppata da FlashFiber (la joint-venture 80% TIM e 20% Fastweb). L'idea sembra coerente con la struttura ipotizzata per la creazione della rete unica: AccessCo (il nome presecelto) dovrebbe infatti nascere dalla fusione di FiberCop e OF. Oggi l'a.d. di Telecom Luigi Gubitosi, a margine di un evento Confindustria, ha detto che il progetto è ambizioso ma ha fiducia nella sua realizzazione.

(Simone Ferradini)