Cala il sipario su una brutta seduta per Telecom Italia che ha vissuto una giornata tutta in discesa, piazzandosi all'ultima posizione nel paniere delle blue chips.

Telecom Italia colpito dai sell. Close in fondo al Ftse Mib

Il titolo, dopo aver ceduto ieri meno di mezzo punto percentuale, ha accusato un ribasso ben più ampio oggi.

Telecom Italia ha infatti terminato le contrattazioni a 0,3754 euro, sui minimi intraday, con una flessione del 2,75% e oltre 73 milioni di azioni scambiate, contro la media degli ultimi 30 giorni pari a circa 131 milioni di euro.

Il titolo è stato penalizzato oggi dalle vendite sulla scia dei risultati rilasciati da Swisscom questa mattina che evidenziano trend positivi e superiori alle attese per Fastweb.

Telecom venduto dopo semestrale Fastweb: i dati

Per il primo semestre dell'anno i trend di crescita di ricavi, EBITDA e di riduzione dei capex sono confermati nonostante il coronavirus.

Nel dettaglio Fastweb ha riportato ricavi in crescita del 5% a 1,105 milioni di euro nella prima metà del 2020, a fronte di un Ebitda pari a 365 milioni di euro, in aumento del 4,6%, mentre le spese per investimenti sono calate del7% a 276 milioni di euro.

Il numero dei clienti mobili è salito del 18,1% a 1,83 milioni, mentre quelli fissi si sono attestati a 2,692 milioni, con un incremento di 33mila unità.

In occasione della presentazione dei conti, Fastweb ha inoltre sottolineato la propria strategia di crescita basata su sviluppo dei servizi ICT, oggi sempre più integrati all’offerta TLC, e sviluppo dell’offerta 5G/FWA nelle aree in digital divide, grazie all’accordo con Linkem.

Fastweb ha inoltre confermato il supporto alla creazione di FiberCop, veicolo di coinvestimento per l’FTTH nelle aree nere.

Telecom: Fastweb resta un concorrente agguerrito

In una nota diffusa oggi gli analisti di Equita SIM evidenziano che Fastweb si conferma come un concorrente competitivo e capace di crescere in un mercato maturo.

Gli esperti definiscono interessanti anche gli sviluppi strategici su ICT e FWA, che sono aree di potenziale crescita anche per Telecom Italia.

Telecom Italia: ecco il piano di Beppe Grillo

Intanto a tenere banco è sempre il tema della rete unica, legato inevitabilmente al futuro dell'ex monopolista italiano.
In un video rilasciato ieri, Beppe Grillo, guida del Movimento 5 Stelle, si è espresso in modo molto netto per una separazione tra attività commerciali e tecnologiche di Telecom Italia.

In queste ultime dovrebbero essere comprese non solo la rete fissa, ma anche la rete mobile (frequenze, 5G), i data centers e tutti gli apparati tecnologici.

Il network dovrebbe essere, secondo Grillo, controllato dallo Stato e oggetto di un piano di investimento significativo, sostenuto dai fondi europei e mirante a farne un asset portante per lo sviluppo del Paese.

Beppe Grillo si è espresso anche contro l’ingresso di KKR nella rete TIM, in quanto portatore di interessi disallineati a quelli del Paese e di ostacolo alla rete unica.

Telecom: scenario Grillo è negativo, ma improbabile secondo Equita

Equita SIM fa notare che la posizione di Grillo è molto diversa da quella espressa solo poche settimane fa che aveva ipotizzato un'unica TIM verticalmente integrata come la soluzione migliore per risolvere il digital divide.

Una proposta come quella di Grillo va oltre il dibattito sulla rete unica, ma agli analisti di Equita SIM sembra difficile da perseguire per due motivi chiave.

In primis Telecom Italia dovrebbe rinunciare al valore del controllo della rete non solo fissa ma anche mobile, a differenza dei concorrenti Vodafone, Wind e Iliad che manterrebbero invece la proprietà dell’asset.
In secondo luogo l’operazione dovrebbe avere il gradimento degli azionisti TIM.

Stando alla rete fissa, secondo Equita SIM la posizione di Grillo spinge per la realizzazione di una rete unica, ma con una governance fortemente a favore dello Stato e con scelte di investimento non necessariamente efficienti dal punto di vista del ritorno sul capitale.

Si tratta quindi di uno scenario potenzialmente negativo per Telecom Italia e gli analisti pensano che si possa trovare una soluzione di compromesso ragionevole tra le posizioni di TIM, che punta al controllo dell’asset, e quelle di Open Fiber e altri stakeholders, che chiedono la realizzazione di un operatore wholesale only a controllo statale.

Resta immutata intanto la strategia suggerita dalla SIM milanese che su Telecom Italia ha una raccomandazione "buy", con un prezzo obiettivo a 0,47 euro.