Le citate headline recanti la non-news che non sono previsti altri ribassi dei dazi oltre quelli già pattuiti, seguite dalle precisazioni di Mnuchin (i dazi sono slegati dalle elezioni, e scenderanno solo in seguito alla firma di una "fase 2") ha imposto una pausa a Wall Street nella serie di records.

In nottata Reuters ha riportato che l'amministrazione USA starebbe pianificando di sottoporre a ulteriori restrizioni l'utilizzo di componenti made in USA da parte di Huawei. L'idea sarebbe di vietare l'esportazione di prodotti da altri paesi verso la  Cina se la componente made in USA  supera il  10%. Attualmente il limite è del  25%. Un segnale che con la firma non tutto va a posto? Così sembrano averlo interpretato i mercati asiatici, che nella giornata della firma della "fase 1" dell'accordo hanno generalmente ceduto terreno, con la sola eccezione di Sydney.

L'apertura europea è avvenuta con un tono nervoso, e i principali indici incapaci di prendere una direzione con convinzione. In mattinata, tra i dati macro in uscita si è fatto notare il CPI UK di Dicembre, uscito significativamente in rallentamento e sotto attese (headline 0.0% vs stima 0.2%, core 1.4% anno su anno vs 1.7% atteso). Aggiungiamoci che, dopo il membro BOE Vlieghe ieri, anche Saunders oggi ha dichiarato che all'economia UK serve una risposta pronta e aggressiva della politica monetaria per evitare un periodo di crescita e inflazione sotto target, e non sorprende che i tassi UK abbiano sperimentato un'altra giornata di brusco calo, che ha forse contagiato in parte anche quelli EU. L'impatto si è notato anche sulla sterlina.