Jian Shi Cortesi, portfolio manager per l’azionario asiatico e cinese di GAM Investments, spiega che nella guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti si sta combattendo una nuova battaglia. Secondo alcune fonti dell’amministrazione Trump, la cancellazione dal listino delle azioni cinesi potrebbe essere un’arma nel conflitto in corso tra le due nazioni. Finora sono stati forniti pochi dettagli sulle sue modalità di attuazione nonché sulla severità delle nuove regole. Forse il Presidente Trump vuole semplicemente allontanare l’attenzione dallo scandalo in Ucraina.

In assenza di risposte concrete, inizialmente gli investitori sono entrati nel panico e le società cinesi quotate negli Stati Uniti hanno registrato un brusco calo delle quotazioni. Il portavoce del Tesoro degli Stati Uniti, Monica Crawley, è intervenuta nel tentativo di mettere a tacere queste voci. “L’amministrazione in questo momento non ha alcuna intenzione di impedire alle aziende cinesi di quotare le loro azioni nelle Borse valori degli Stati Uniti.” Questa vaga smentita ha però alimentato ulteriormente le preoccupazioni. Dicendo “in questo momento” si lascia infatti aperta l’eventualità di un intervento in futuro, che dunque non viene considerato impossibile. Gli investitori restano cauti sul futuro delle aziende cinesi negli Stati Uniti. Quando il Consulente commerciale della Casa Bianca Peter Navarro ha bollato la notizia come falsa, le azioni cinesi si sono in parte riprese, ma l’opinione generale resta divisa.

Secondo Jian Shi Cortesi, le probabilità di cancellazione dai listini americani delle aziende cinesi sono molto basse. Un intervento di questo tipo allontanerebbe in massa dal mercato investitori istituzionali, banche d’affari e borse. Impedendo agli investitori di investire nelle aziende cinesi si potrebbero generare tracking error inattesi e rischi di sottoperformance, tenendo conto che molte di queste società hanno un peso rilevante nei principali indici.