Non ci si potrà più presentare all’ultimo minuto sperando di acchiappare "l'autobus al volo" di fantozziana memoria.  Occorrerà mettersi in fila, incrociando le dita perché a bordo del convoglio in arrivo ci sia spazio per tutti. In alternativa, se i posti saranno tutti occupati, essendo in corso di valutazione l'idea che stare in piedi venga vietato, bisognerà aspettare la corsa successiva, in modo da garantire le distanze di sicurezza raccomandate per i trasporti in quelle che saranno le linee guida per la fase due. Il prezzo del biglietto non cambierà. Due euro per i mezzi pubblici tariffa urbana, mentre per le tratte extraurbane dipenderà dal tragitto e dalla destinazione. Comuni e ministero dei Trasporti discutono l'ipotesi di stabilire una leva tariffaria, anche per evitare assembramenti negli orari di punta, ma è ancora tutto molto nebuloso. Sta di fatto che l’efficienza del trasporto pubblico sarà senz’altro ridimensionata. E mentre a Roma sono già in corso le prime sperimentazioni, occorrerà iniziare a farci l’abitudine, oltre a indossare la mascherina, s’intende. E' questa la direzione che il governo sembra voglia intraprendere verso il riavvicinamento alla normalità.

Trasporti pubblici e regole rigide di distanziamento? Incompatibili

Già dal 27 aprile potrebbero esserci le prime attività in ripresa: moda, automotive e componentistica. In sostanza una discreta fetta di lavoratori tornerà a muoversi per le città e i trasporti pubblici dovranno essere pronti ad accoglierli. O meglio:

saranno i lavoratori stessi a doversi preparare a utilizzare i mezzi con responsabilità. Perché l’appello di Asstra, associazione che rappresenta le imprese del trasporto pubblico locale, è stato chiaro: immaginare rigide regole di distanziamento nei mezzi pubblici è decisamente irrealistico. 

Trasporti, lunghe attese e divieto di stare in piedi per la fase 2

Si parla di almeno un metro di distanza da mantenere tra passeggeri.

Solo a MIlano, da 1,5 milioni di viaggiatori al giorno bisognerà ridurre la capacità a 400mila utenti giornalieri. Un quarto del totale pre covid.

Salire su una corsa in metropolitana o su un autobus diventerà complicato. Sia nello sforzo di riuscire a mantenere il distanziamento richiesto, ed è proprio per questo che sembra sempre più probabile la soluzione del divieto di stare in piedi, sia perché c’è il rischio concreto che i viaggiatori saranno obbligati a lunghe, se non estenuanti attese in banchina.

Trasporti e fase 2: prendere i mezzi pubblici sarà come fare la spesa"

I dirigenti di Trenord, l’azienda che gestisce il trasporto ferroviario regionale, fanno il paragone con le file al supermercato di questi ultimi tempi. “Facciamo tesoro della pazienza che abbiamo dovuto imparare mettendoci in coda per fare la spesa, aspettando il nostro turno. Perché le prospettive nel breve termine per i mezzi pubblici saranno queste”. Tradotto: compreremo il biglietto con il rischio di non usufruire di alcuna riduzione senza però avere la certezza di salire sul primo treno, o autobus, in arrivo.

Previsto un aumento dell'utilizzo del car sharing (ma occhio all'igiene)

Molto dipenderà dal potenziamento delle corse che le varie società che si occupano del trasporto pubblico in Italia riusciranno a offrire. Ma ovviamente, per farlo, serviranno ulteriori risorse e si sa, enti e istituzioni stanno già spremendo l'impossibile. Non a caso i sindacati del trasporto pubblico già hanno dichiarato che il servizio offerto in questa ripresa di fase 2 sarà in perdita, salvo maggiorazioni del biglietto che al momento, sembra del tutto fuori luogo. Insomma, il rischio che i tempi di spostamento si allunghino è molto forte, per quanto è altrettanto possibile che l’ora di punta venga azzerata. Di sicuro i ritmi della città saranno ridefiniti completamente. Così come è altrettanto concreto che gli italiani tenteranno di trovare sistemi di trasporto alternativi, come la propria automobile, scooter, bici (raccomandato, con l’arrivo della bella stagione) o servizi di car sharing (ma occhio all’igiene su volanti, cambi e manubri).

All'estero corsie a senso unico per pedoni e markers sui mezzi pubblici 

Ministero, comuni e associazioni trasporti sono comunque al lavoro e garantiscono soluzioni all’altezza dell’emergenza. Tra le varie misure sul tavolo ci sono i cosiddetti “marker”, segni posti sui sedili dove ci si potrà sedere perché il distanziamento di sicurezza venga garantito. Dove possibile, kit di guanti, mascherine e gel igienizzante. All’estero ci sono già corsie a senso unico per i pedoni (Germania) e cartelli che spiegano quale deve essere il comportamento dei viaggiatori (Spagna).