Robert W. Sharps, Co-Head Global Equity e Group CIO, T. Rowe Price, spiega che la rivoluzione tecnologica sta diventando una realtà sempre più impegnativa per molte società ‘incumbent’ – vale a dire aziende ben affermate e con una posizione dominante di mercato, ora messa in discussione da nuovi arrivati. Netflix e altri servizi di contenuti in streaming hanno messo in crisi la TV via cavo, Amazon e altri rivenditori online hanno sfidato i commercianti con punti vendita fisici, mentre Tesla ha spinto le case automobilistiche verso l'innovazione con i suoi veicoli elettrici e la promessa di auto a guida autonoma.

Adesso però alcune società tradizionali si sono rese conto di come sta evolvendo la situazione e cominciano a reagire con decisione. Le iniziative volte a contrastare gli effetti della disruption sono tante e ampiamente diversificate. Gli analisti di T. Rowe Price hanno identificato tre casi esemplari di società incumbent in settori interessati dalla disruption che hanno cambiato strategia per contrastare questo fenomeno.

1. Disney passa al modello 'direct-to-consumer'

Paul Greene, gestore del fondo T. Rowe Price Communications & Technology, T. Rowe Price, spiega che le trasmissioni TV tradizionali e via cavo stanno morendo, trascinando con sé i modelli di business della Disney e degli altri creatori di contenuti cinematografici e serie televisive.

L'audience è in calo in tutte le fasce di età, salvo quella degli ultra 65enni: secondo i dati Nielsen, i telespettatori di età compresa fra 12 e 24 anni sono diminuiti di oltre il 60%. Insieme all'audience si riducono anche i ricavi: il fenomeno del ‘cord cutting’, vale a dire la migrazione degli spettatori televisivi dai canali tradizionali a pagamento verso servizi via internet, implica una contrazione delle entrate da abbonamenti via cavo per i creatori di contenuti.