A scombinare il sistema di distribuzione tradizionale è stata in primo luogo Netflix, che con la sua offerta ha dimostrato a tutti che il futuro della TV è il ‘direct-to-consumer’.

In risposta, Disney ha preso la decisione drastica di ritirare i propri contenuti dai distributori e lanciare Disney+, un servizio online proprio di tipo ‘direct-to-consumer’, ossia senza intermediari. Inoltre, offrirà anche un pacchetto separato che comprende Hulu (di cui è azionista di maggioranza) e il canale spin-off ESPN+ nato dalla controllata ESPN.

D’ora in poi, franchise come Star Wars e Marvel, così come i film Pixar e altri film Disney, che insieme hanno generato circa la metà delle entrate al botteghino statunitense l'estate scorsa, dopo l’uscita al cinema andranno direttamente su Disney+, saltando i canali premium via cavo e le vendite in DVD.

Offrendo un numero limitato di film di successo ogni anno, Disney+ sarà più orientata ai contenuti-evento e dovrebbe funzionare bene accanto alla vasta selezione offerta da Netflix.

Molti altri creatori di contenuti stanno prendendo misure simili, ma sono in pochi – eccetto forse Amazon – ad avere il marchio e le risorse per competere con Netflix nel campo dell'intrattenimento generalista.

2. Walmart guadagna con il ‘click and collect’

Jason Nogueira, gestore del fondo T. Rowe Price Global Consumer, T. Rowe Price, spiega che ogni giorno emergono nuovi segnali della ’apocalisse del retail’, con i negozi fisici tradizionali decimati dalla crescita esponenziale di Amazon. Tuttavia, Walmart, a lungo in posizione dominante dopo essere stata a sua volta una società disruptive, è passata al contrattacco sviluppando rapidamente i propri canali online.