Dopo anni di calma relativa, la volatilità del mercato è tornata all’attacco. Da cosa è favorita? Ci sono diversi fattori, ma le tre “T” sono quelli con il maggiore impatto:

  1. Inasprimento (tightening)
  2. Tensioni commerciali (trade tensions)
  3. Debito eccessivo (too much debt).

Queste potenti forze si stanno alleando per sovvertire i mercati globali e tenere gli investitori sulle spine. È previsto che nel 2019 persistano, e che potenzialmente si intensifichino, alla luce dell’incremento dei tassi di interesse, dell’intensificazione delle controversie commerciali globali e dell’aumento dei livelli di debito. L’inasprimento della politica monetaria della Fed statunitense si sta riverberando sullo scenario mondiale. Si prevede che nel corso del 2019 la Fed continui ad aumentare i tassi di interesse a breve termine in risposta a una solida economia statunitense, un mercato del lavoro ristretto e un moderato aumento dell’inflazione. Ciò avviene in un momento in cui il debito sovrano, societario e dei consumatori sono tutti in netto aumento. Una cosa era chiedere prestiti quando i tassi si attestavano a livelli storicamente bassi, ma oggi il contesto è completamento diverso. Allo stesso tempo, il commercio globale è salito alla ribalta in un momento in cui gli Stati Uniti, la Cina, l’Europa (e non solo) tentano di riscriverne le regole a proprio favore. È importante sottolineare che queste schermaglie commerciali potrebbero protrarsi per lungo tempo. Si tratta di una situazione in continua evoluzione che terremo attentamente monitorata per tutto l’anno.