David Czupryna, Head of ESG Client Development di Candriam e Vincent Compiègne, Deputy Global Head of ESG Investments & Research di Candriam, spiegano che il riciclaggio di milioni di batterie, che prima o poi giungeranno al termine della loro vita operativa, è una delle questioni essenziali, dalla quale dipendono, per molti versi, le virtù più o meno ecologiche dei veicoli elettrici. Il settore automotive si trova di fronte a una triplice sfida:

1. Una tecnologia standardizzata

Anche se la tecnologia agli ioni di litio si è imposta presso la maggior parte dei produttori di auto elettriche, attualmente non esiste nessuno standard di progettazione per queste batterie, cosa che ne agevolerebbe il riciclaggio.

2. Rendere economicamente sostenibile il riciclaggio delle batterie dei veicoli elettrici

Questo è indubbiamente il modo migliore per garantire che le aziende del settore automotive si decidano a farlo - spiegano David Czupryna e Vincent Compiègne -. Uno studio conclusosi di recente in Svezia ha rivelato che nel 2030 il riciclaggio delle batterie dei VE in Europa potrebbe permettere il recupero di nichel, cobalto, alluminio e litio per un importo stimato tra i 400 e i 550 milioni di Euro, in funzione dei diversi scenari. Una cifra che dovrebbe toccare i 2 miliardi di Euro nel 2040.

3. Spingere per la creazione di un quadro legislativo e normativo favorevole

Un quadro che, indipendentemente dalla redditività generata dal riciclaggio delle batterie, spingerebbe i costruttori a tenere conto di questo aspetto dalla fase di progettazione dei veicoli fino al loro fine vita e al riciclaggio. In Europa, la Direttiva 2006/66/CE prescrive già che le batterie agli ioni di litio dei veicoli elettrici debbano essere riciclate almeno al 50%, senza peraltro specificare la priorità tra le diverse parti della batteria da riciclare.