I mercati finanziari americani non ce la fanno più a reggere alla girandola di colpi di scena che il funambolico Presidente spiattella davanti ai loro occhi ogni santo giorno. Anche ieri la buona volontà di riprendere il rialzo verso i massimi storici da parte degli indici tradizionali (SP500 e Dow Jones) è stata frustrata dall’ennesimo licenziamento effettuato dalla Casa Bianca ed annunciato via Twitter da Trump, che deve aver molta nostalgia del suo reality show “The apprentice”, che lo ha consacrato re della tv spazzatura e preparato al ruolo di Presidente dello stato più potente del mondo. In quel programma licenziava platealmente (“You are Fired!!”) i candidati in prova che non lo avevano entusiasmato.

La stessa cosa ha continuato a fare alla Casa Bianca. Ieri è toccato niente meno che al Segretario di Stato, il ministro più importante del governo, quello che si occupa della politica estera nazionale e rappresenta l’amministrazione USA nel mondo. Rex Tillerson, fuori dalle sue grazie da un po’ di tempo, è stato licenziato in troco e sostituito da Mike Pompeo, l’attuale capo della CIA, di stretta osservanza trumpiana. Al posto di Pompeo è stata promossa a capo della CIA la prima donna della storia USA, Gina Haspel, attuale vice di Pompeo, nota per aver diretto un lager in Thailandia dove si torturavano i sospetti terroristi ed aver distrutto le prove di questi umanitari. La sua promozione non contribuirà certo a migliorare il clima di divisione tra i cittadini americani, che accompagna il mandato di Trump.

Dopo le dimissioni di Cohn (ex Goldman Sachs) e il licenziamento di Tillerson (ex CEO della Exxon), Trump sta togliendo di mezzo i componenti della sua amministrazione più vicini al mondo degli affari e li sostituisce con politici e funzionari ideologicamente assai più estremisti e propensi ad appoggiare la sua strategia ostile alla Cina e favorevole al protezionismo.