Nuovo duro attacco di Donald Trump all'indirizzo della Federal Reserve. Nel fine settimana, il presidente degli Stati Uniti è tornato a tuonare contro i banchieri centrali americani su Twitter accusandoli di aver frenato, con il percorso di normalizzazione delle politiche monetarie portato avanti lo scorso anno, la crescita dell'economia americana e la scalata degli indici azionari di Wall Street.

Trump contro la Fed: è di nuovo guerra su Twitter

"Se la Fed avesse fatto bene il suo lavoro, il che non ha fatto, il Mercato Azionario avrebbe guadagnato fino a 5000-10000 punti in più, e il Prodotto Interno Lordo sarebbe stato ben al di sopra del 4% invece che al 3%... quasi senza inflazione. Il Quantitative tightening è stato mortale, avrebbero dovuto fare esattamente il contrario", ha scritto l'inquilino della Casa Bianca sul suo account social, riferendosi così al al piano di riduzione del budget mensile di 50 miliardi di dollari delle obbligazioni acquisite durante la crisi economica del 2008.

Le polemiche sulla indipendenza della Fed

Le nuove esternazioni dell'ex tycoon, che si è già ripetutamente scagliato in passato contro il presidente FED Jerome Powell criticando i quattro rialzi dei tassi d'interesse attuati nel 2018, seguono le polemiche degli ultimi giorni dopo il tentativo dello stesso Trump di far nominare nel board della FED due politici a lui vicini, Herman Cain e Stephen Moore, tentativo scontratosi con le proteste delle opposizioni e le defezioni di alcuni senatori dello stesso partito repubblicano.

Le polemiche sui pasdaran di Trump nel board della Fed